Quattroruote.it

  • Car of the Year 2020 – Svelate le 35 candidate al titolo
    on 21 Ottobre 2019 at 16:48

    Suv, berline e sportive, ma anche elettriche. L’elenco delle 35 candidate per il premio di Auto dell’Anno 2020 è più variegato che mai, complice l’elettrificazione. Il parterre di modelli scelto dai giurati è particolarmente eterogeneo: nei prossimi mesi l’elenco di vetture sarà scremato per  arrivare alle classiche sette finaliste che si contenderanno il prestigioso premio a Ginevra il 2 marzo, durante la cerimonia che come ogni anno precede l’apertura del Salone alla stampa.Quasi la metà sono Suv e crossover. Le vetture che saranno messe a confronto per stilare la short list appartengono ai segmenti più disparati, ma a dominare l’elenco sono immancabilmente Suv e crossover, in totale ben 17 su 35: Audi e-tron, BMW X6 e X7, DS 3 Crossback, Ford Puma, Mazda CX-30, Mercedes-Benz EQC, GLB e GLS, Nissan Juke, Range Rover Evoque, Renault Captur, Skoda Kamiq, Ssangyong Korando, Subaru Forester, Toyota Rav4 e Volkswagen T-Cross. Le segmento B e C, rispettivamente tre e sei, sono le BMW Serie 1, Mazda3, Mercedes-Benz CLA, Opel Corsa, Peugeot 208, Renault Clio, Skoda Scala, Toyota Corolla e l’ottava generazione della Volkswagen Golf (non ancora presentata). Tra le sportive sono invece presenti le BMW Z4, Ferrari F8 Tributo, Porsche 911 e Toyota Supra. Quattro sono anche le elettriche, Kia e-Soul, Porsche Taycan, Renault Zoe e Tesla Model 3, mentre l’unica berlina della lista è la Toyota Camry, al debutto sul mercato europeo.

  • Leasys – Arriva l’abbonamento all’auto
    on 21 Ottobre 2019 at 16:46

    Nasce labbonamento allauto, una sorta di noleggio iperflessibile in termini di durata, utilizzo e scelta dellauto. Si chiama Leasys CarCloud ed è stato presentato oggi a Milano dalla prima, per numero di immatricolazioni, società di noleggio a lungo termine sul mercato italiano. Semplificando al massimo, la proposta, rivolta a privati e liberi professionisti, consentirà, a fronte di un canone fisso mensile, di cambiare macchina in base alle differenti situazioni e necessità del cliente, per esempio permetterà di scegliere lutilitaria per la mobilità urbana o il fuoristrada e lauto familiare per la vacanza o le gite fuori porta durante i weekend.Minimo un mese ma è possibile uscire in qualsiasi momento. La prima novità è lassenza di vincoli di durata. Il minimo è un mese, poi labbonamento sarà automaticamente rinnovato fino a un massimo di 12. Alla scadenza sarà possibile ripristinarlo, ma alle tariffe previste in quel momento. Come accennato, ci sarà la possibilità di uscire in ogni momento senza pagare alcuna penale. La gestione promette di essere estremamente facile e veloce, completamente digitale e con zero burocrazia. Non solo. Sarà possibile usufruirne in tutte le città italiane che saranno servite, per esempio lasciando lauto in aeroporto a Milano per prenderne unaltra a Roma. Due opzioni: 500 a 249 /mese e Jeep a 349 /mese. Sul tavolo, per il momento, vi sono due opzioni: Leasys CarCloud 500 (249 euro al mese per 500, 500X, 500L, 500L Wagon, 500L Cross) e Leasys CarCloud Renegade & Compass (349 euro al mese per Jeep Renegade e Jeep Compass). Allinterno del pacchetto scelto, sarà possibile cambiare lauto ogni volta che si vorrà nel limte del preavviso minimo previsto: 48 ore lavorative. In entrambe le proposte cè un limite di percorrenza: 1.500 chilometri al mese (ma cumulabili di mese in mese. Se, per esempio, in un mese se ne percorreranno mille, il mese successivo se ne avranno a disposizione duemila e così via). Sarà consentito, a pagamento, aumentare la percorrenza massima mensile a tremila chilometri. A fine noleggio gli eventuali km eccedenti saranno calcolati al costo di 0,09 /km (Iva inclusa).Si compra su Amazon. Liscrizione costerà 149 o 199 euro. Prima di sedersi al volante dellauto, però, bisognerà iscriversi. Si potrà fare esclusivamente attraverso il sito di Amazon, operazione che costerà, una tantum, 199 euro per CarCloud 550 o 249 euro per CarCloud Jeep (ma se si interromperà il noleggio, per rientrare sarà necessario effettuare una nuova iscrizione). Una volta iscritti si potrà scegliere, su www.carcloud.leasys.com, uno dei due pacchetti. A quel punto si potrà decidere di ritirare la vettura in uno dei 150 Leasys Mobility Store oppure farsela consegnare direttamente al proprio domicilio. Questa seconda opzione costa altri 39 euro per consegne fino a 20 km dal mobility store, 49 euro per distanze comprese tra 20 e 30 km.Servizi compresi e opzionali. Come in un noleggio, labbonamento mensile comprende i principali servizi (bollo, assicurazione kasko con franchigia, manutenzione, cambio pneumatici ecc.), ma permette lacquisto di servizi aggiuntivi: lassicurazione senza franchigie costerà 69 euro, il cambio di pacchetto 99 euro, la seconda guida aggiuntiva 39 euro/mese.

  • Garrett – Il turbo elettrificato sarà sul mercato nel 2021
    on 21 Ottobre 2019 at 16:15

    Entrerà nel mercato nel 2021 l’E-Turbo recentemente presentato dalla Garrett. La Casa americana non ha per il momento annunciato quali saranno i costruttori che adotteranno questa tecnologia, limitandosi per ora a descriverne il funzionamento.Il motore elettrico direttamente sull’asse della turbina. L’apporto dell’elettricità nella sovralimentazione non è una novità assoluta, ma la Garrett ha scelto di intraprendere una strada diversa da quella già adottata su alcuni modelli di serie del Gruppo Volkswagen e della Mercedes-Benz. Nei prodotti esistenti, la componente elettrica alimenta un compressore esterno che manda in pressione la turbina prima che i gas di scarico abbiano sufficiente spinta. Qui, invece, è inserito un motore elettrico direttamente sulla girante della turbina stessa. Tale approccio riduce gli ingombri e la complessità dell’impianto, che lavora con un sistema a 48 Volt: oltre a cancellare il ritardo di risposta, il congegno può recuperare energia quando la turbina gira ancora durante le fasi di rilascio, un po’ come avviene nelle unità MGU-H delle Formula 1 odierne. Secondo la Garrett questa tecnologia potrà consentire di lavorare ulteriormente sul downsizing dei motori endotermici, anche nell’ottica dei powertrain ibridi e ibridi plug-in. Potenza e prestazioni in crescita. La Garrett ha dichiarato di poter incrementare la potenza fino al 16% e la coppia fino al 10,5%, con una risposta molto più pronta in ripresa. In un test, riguardo al quale non si conoscono i dettagli del veicolo, la Garrett ha migliorato di 2,2 secondi il tempo di ripresa da 60 a 100 km/h partendo da 1.500 giri. Il risparmio di carburante dovrebbe invece essere compreso tra il 2 e il 4%. 

  • Fondazione Pirelli – “Facciamo squadra con i libri”, un tributo alla cultura
    on 21 Ottobre 2019 at 14:33

    Nellambito della settimana di #ioleggoperché, la Fondazione Pirelli ha organizzato levento “Facciamo squadra con i libri”. L’iniziativa, interamente dedicata ai giovani, ha coinvolto tre ospiti d’eccezione: Javier Zanetti, vicepresidente dell’Inter; il capitano della squadra femminile di quest’ultima, Regina Baresi; e Mario Isola, responsabile F.1 e car racing Pirelli. A Luigi Garlando, scrittore e giornalista sportivo, il ruolo di mediatore dellincontro.Levento. Nato con lobiettivo di diffondere la passione per la lettura nei giovani, levento si è svolto di fronte ad una platea di oltre 300 studenti delle scuole medie. Tra i temi centrali, limportanza del concetto di fare squadra con gli altri, tanto nella scuola quanto nella vita. Allincontro sono intervenuti anche Laura Galimberti, assessore Educazione e Istruzione del Comune di Milano; Riccardo Franco Levi, presidente dellAssociazione Italiana Editori; e Antonio Calabrò, direttore della Fondazione Pirelli. Proprio la Fondazione, in collaborazione con AIE, ha contribuito alla causa con la donazione di oltre 300 volumi alla scuola media G. Verga di Milano.Limpegno della Pirelli. Lazienda promuove la cultura nei luoghi di lavoro: una tradizione cominciata nel lontano 1928 con lapertura della prima biblioteca aziendale fino alla piena adesione, nel 2018, al Sistema Bibliotecario di Milano. Tra le strutture più importanti, vale la pena citare la biblioteca Tecnico-Scientifica, che annovera al suo interno circa 16 mila volumi, quella di Milano Bicocca e un archivio sulle origini della Pirelli, con numerosi approfondimenti di carattere storico.

  • Concessionari – Rent2Go si allea con Evergreen
    on 21 Ottobre 2019 at 8:58

    Oltre 1.700 veicoli in flotta in poco più di un anno, con altri 700 in arrivo per 220 consegne al mese. “Chiuderemo lanno oltre il target delle 2.300, invece delle 1.750 previste”, spiega Andrea Carbuti, general manager di Rent2Go, nuova realtà di noleggio a lungo termine di origine concessionaria. Il manager ribadisce come i già impegnativi numeri definiti al momento della creazione della nuova società siano stati “più volte aggiornati al rialzo: lobiettivo di 10 mila auto, per esempio, era stato ipotizzato per il 2025, ma è una cifra che raggiungeremo nel 2022. Già lanno prossimo toccheremo quota 5 mila”. Secondo Carbuti, i contratti di noleggio a lungo termine vengono “soprattutto da nuovi clienti, con oltre il 50% che si divide tra privati e ditte individuali, i quali hanno valori creditizi simili: solo il 13% dei noleggi proviene da grandi aziende, che comunque abbiamo in portafoglio. Grazie alla nostra capillare presenza sul territorio, siamo specializzati nei piccoli clienti: ne abbiamo circa 1.500, il che si traduce in una media di 1,2 auto ciascuno”. La nuova realtà voluta dal primo gruppo concessionario in Italia, ovvero Autotorino, in collaborazione con il gruppo Barchetti e lappoggio della Banca Popolare di Sondrio (con il 33% del capitale), propone 71 punti fisici, situati principalmente in tutto il Nord Italia (51+20), oltre ai 400 sportelli bancari del socio finanziario. Peraltro, con il recente accordo con Evergreen, la rete vuole allargarsi anche al gruppo di officine, carrozzerie e centri multi-service, che diventeranno così anche il network di assistenza di Rent2go.La partnership. La scorsa settimana, le Serre Torrigiani di Firenze hanno ospitato l’evento di lancio della partnership tra Evergreen e Rent2Go, nata per creare una rete di officine convenzionate per la nuova realtà del noleggio a lungo termine e candidata a diventare una opportunità di business per i professionisti della manutenzione, insieme al servizio di car replacement (in cui la società fiorentina di Evergreen Mobility Rent è specializzata): “Vogliamo così creare dei centri di riferimento per la mobilità, spiega lamministratore delegato Cristian Pandolfini, che lancia anche una iniziativa di stampo green: “Piantiamo un albero per ogni vettura destinata al servizio di auto sostitutiva che i driver di Rent2Go potranno trovare in officina, senza doversi spostare su un centro di noleggio esterno, risparmiando tempo e abbattendo le emissioni di CO2. Evergreen Mobility Rent, oltre alla sede di Scandicci, è da un anno anche a Torino e ha un ufficio commerciale a Foggia. Oltre alla rete in via di allargamento, la società propone anche il software online per la gestione dei servizi My green car: inoltre, a breve arriverà anche la novità della gestione authority, interfacciata anche con Rent2Go.  

  • Gruppo Hyundai – Annunciato il cruise control con apprendimento automatico
    on 21 Ottobre 2019 at 8:54

    Il gruppo Hyundai ha annunciato lo sviluppo del primo sistema di Smart Cruise Control basato sull’apprendimento automatico da parte della vettura, che verrà introdotto sul mercato dalle prossime generazioni dei modelli Kia e Hyundai.Di cosa si tratta. LSCC sfrutta lattuale tecnologia di mantenimento della distanza di sicurezza durante il viaggio implementando nuove funzioni, come lalgoritmo del machine learning, per adattare il cruise control ai comportamenti e alle abitudini del conducente, simulandone lo stile di guida.Come funziona. Lo Smart Cruise Control si serve dei sensori, della fotocamera anteriore e del radar per acquisire informazioni. Questi dati vengono poi analizzati attraverso l’Intelligenza Artificiale ML e classificati in tre categorie: la distanza dai veicoli che precedono l’auto, la velocità di accelerazione e la reattività del conducente. Il dispositivo tiene in considerazione anche parametri variabili come le condizioni di marcia e la velocità del mezzo. Combinati insieme tutti questi elementi, secondo la Hyundai, può sviluppare fino a 10 mila modelli di guida. Di volta in volta lSCC, attraverso i sensori della vettura, aggiorna poi i propri criteri in base allo stile più recente adottato dall’automobilista. Va precisato: questo sistema è programmato per evitare lapprendimento di comportamenti ritenuti poco sicuri.

  • Audi – La e-tron Sportback su strada senza veli
    on 21 Ottobre 2019 at 8:00

    L’Audi e-tron Sportback è oggi protagonista di una serie di foto spia che la ritraggono quasi del tutto priva di camuffature. La seconda elettrica dei Quattro anelli debutterà al Salone di Los Angeles, affiancando l’attuale e-tron con una carrozzeria da Suv-coupé dall’impostazione più dinamica. Senza veli prima del Salone. Seguendo un copione già visto per le cugine endotermiche, come la Q8 e la Q3 Sportback, la e-tron Sportback riprende il design del frontale e degli interni della e-tron e si differenzia nella zona posteriore, con montante e portellone più filanti e un diverso taglio delle portiere. Il prototipo protagonista delle immagini sembra vicino alla variante di serie, anche per quanto riguarda il design dei gruppi ottici posteriori. Sul portellone è inoltre presente un’appendice aerodinamica fissa e non mancano le telecamere posizionate al posto dei retrovisori tradizionali.  Al lancio 408 CV, ma una sportiva potrebbe seguire in futuro. In attesa della presentazione, è logico immaginare che anche la Sportback possa utilizzare gli stessi powertrain della e-tron attuale, proposta nelle versioni 50 e 55 con diversi livelli di potenza: 313 CV e oltre 300 km di autonomia per la prima e 408 CV con 400 km per la seconda. L’Audi potrebbe tuttavia avere in serbo altre sorprese per le due elettriche, magari introducendo anche una variante più sportiva, proprio in combinazione con la carrozzeria Sportback. 

  • QSuv&Crossover – Al volante della Nissan Juke
    on 21 Ottobre 2019 at 8:00

    Nove anni fa nasceva unauto che definire strana era un po poco: la Nissan Juke era così sfrontata nel design da non assomigliare a nessunaltra, non cera una linea che sintersecasse nel posto giusto, sembravano due auto una sullaltra. Ora sono passati nove anni: in queste immagini potete iniziare a scoprire comè cambiata. Un passo oltre.  cresciuta nelle dimensioni, nellabitabilità e nello spazio per i bagagli (10,5 cm in più nel passo), ha un assetto molto più sportivo e la scelta dei motori è ora orientata verso i benzina, con un tre cilindri 1.0 da 117 CV. E da guidare Il primo contatto completo è sul dossier QSuv&Crossover in edicola con Quattroruote di novembre.

  • Smart Fortwo – La turbo è anche Berlin Black
    on 21 Ottobre 2019 at 6:54

    In attesa di dare l’addio definitivo ai motori a benzina, la Smart ha aggiornato i listini della serie speciale Berlin Black, spinta dal tre cilindri turbo da 90 CV con cambio automatico Twinamic. L’allestimento della fortwo propone un look total black con verniciatura opaca della carrozzeria, interni rivestiti di tessuto nei colori nero e antracite e cerchi di lega neri da 16″: il prezzo per questa versione è di 21.389 euro.Allestimento completo. Basata sull’allestimento Passion, la Berlin Black dispone di alcuni accessori aggiuntivi, come la retrocamera, il bracciolo centrale e il retrovisore interno anabbagliante, oltre ad alcuni pacchetti. Tra questi il Led & Sensor (fari a Led e fendinebbia), il Cool & Media (climatizzatore automatico e infotainment da 7″), il portaoggetti (box documenti con serratura e rete lato passeggero) e il comfort (sedile guidatore, cinture e volante regolabili in altezza e retrovisori elettrici).I numeri della Berlin Black. Le dimensioni della Smart Fortwo Berlin Black sono le stesse di tutte le altre due posti del marchio tedesco: due metri e 70 cm di lunghezza, 156 cm di altezza e 167 cm di larghezza. Anche il propulsore è lo stesso 0.9 litri che equipaggia le altre varianti sovralimentate della piccola: con 90 CV e 135 Nm può spingere la due porte con cambio automatico da 0 a 100 km/h in 11,3 secondi e farle toccare una velocità massima di 155 km/h con un consumo medio dichiarato di 5 l/100 km. 

  • Opel Insignia Sports Tourer – Una settimana con la 2.0 CDTI Innovation AT8 [Day 1]
    on 21 Ottobre 2019 at 6:30

    Per il Diario di bordo di questa settimana, la redazione si è alternata al volante della Opel Insignia Sports Tourer nella versione 2.0 CDTI Innovation AT8. Una configurazione piuttosto ricca completa della station tedesca, in questo caso spinta da un duemila turbodiesel da 170 CV abbinato al cambio automatico a otto rapporti con convertitore di coppia e alla trazione anteriore (ma cè anche lintegrale). Il motore eroga la potenza massima a 3.750 giri, mentre il picco di coppia, 400 Nm, è disponibile tra i 1.750 e i 2.500 giri/min. La scheda tecnica riporta prestazioni nello 0-100 da 9,2 secondi e una velocità massima di 220 km/h. Alla voce consumi, invece, il dichiarato nel misto è di 5,7 l/100 km per una wagon cui spetta di diritto la defizione di ammiraglia: sia per la sua posizione nella gerarchia Opel, sia per le dimensioni, che sfiorano i cinque metri in lunghezza (499 cm) per 1,86 di larghezza e 1,50 di altezza. Il vano di carico dietro gli schienali posteriori offre 560 litri. La versione in prova è proposta con prezzi a partire da 39.350 euro e prevede di serie, tra le altre cose, i cerchi di lega da 18, i vetri oscurati, il clima bizona, lapertura automatica del portellone, i retrovisori esterni ripiegabili, l’accesso e l’avviamento senza chiavi, linfotainment con schermo da 8 (stessa misura del display della strumentazione), il navigatore, la retrocamera, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, il sedile guida con supporto lombare. Sul fronte della sicurezza e dell’assistenza alla guida, non mancano la frenata automatica demergenza, il monitoraggio degli angoli bui, quello del traffico trasversale posteriore, lavviso di superamento involontario della corsia e il lane keeping. A questo si aggiungono due pacchetti a richiesta con i fari a matrice di Led adattivi, lhead-up display, il riconoscimento dei segnali stradali, il cruise control adattivo con funzione Stop&Go, più la vernice metallizzata e una finitura speciale dei cerchi. Con gli optional, il prezzo sale a 43.650 euro.      Grande wagon da viaggio [Day 1]. Il cockpit è generoso, sulla Insignia Sports Tourer del nostro Diario. E mi piace che si stia seduti a gambe quasi distese: sa di sportivo, ma questo sulla wagon Opel non fa rima con scomodo. Infatti, ci si sistema bene sullampio sedile, sfruttando le regolazioni manuali precise (quella dello schienale è a rotella); inoltre, cè pure il supporto lombare e la porzione anteriore del cuscino regolabile, questa sì, elettricamente. Semmai chi non è alto di statura, come chi scrive, si sente un po infossato e, magari, potrà scegliere di sollevare un filo la seduta. Anche per traguardare meglio la strada, soprattutto agli incroci, quando il retrovisore esterno sinistro riduce un po la visuale. Davanti, ho una strumentazione che è un mix di analogico e digitale e offre un sacco di informazioni: due di queste, in particolare, sono ormai merce rara, come la temperatura dellolio e il voltmetro. Il motore è un asset strategico su unauto come questa, deputata a fare strada: e il quattro cilindri 2.0 CDTI della Insignia non delude quanto a potenza (170 CV) e coppia (400 Nm), questultima disponibile già ai bassi. Numeri che, insieme, regalano una buona vivacità in assoluto. Bisogna, però, fare labitudine a una certa presenza del diesel nellabitacolo, soprattutto al minimo e a bassa andatura. Scenario che cambia a velocità autostradale, dove si può sfruttare lottava lunga del cambio automatico e il confort diventa allaltezza delle aspettative. Su strada, più dellagilità pura, la station Opel punta ovviamente su altre doti, come la stabilità nei tratti veloci e le qualità di routière infaticabile. Alle quali non è estraneo il buon funzionamento del cambio automatico, sprovvisto qui di paddle, ma morbido nei passaggi di marcia, quanto abbastanza svelto quando si ha fretta e si ricorre al kick-down. Proprio ciò che serve a chi guida per non affaticarsi troppo. Andrea Stassano, redazione Autonotizie

  • Tcr Italy – A Monza Greco regala la doppietta alla Cupra
    on 21 Ottobre 2019 at 5:11

    Limmagine che resta, nellepilogo stagionale del Tcr Italy allAutodromo di Monza, è quella che abbiamo visto nel motorhome della Scuderia del Girasole by Cupra Racing. Una squadra che festeggia, tutta insieme, compatta, oltre al titolo italiano del capitano Salvatore Tavano già in cassaforte (e sfortunato a Monza), pure il secondo posto in classifica generale di Matteo Greco, giovanissimo e brillante autore di una vittoria da veterano in Gara 2 (suo anche il Trofeo nazionale Under 25), davanti a Jacopo Guidetti (Audi RS3). E a coronare la giornata, non va dimenticata la bella prova di Eric Scalvini (quinto in campionato), giunto sul gradino basso del podio sempre in Gara 2, dopo una bella rimonta con la Cupra Dsg.                        Nulla di scontato. Dalle parole commosse del capo della scuderia, Tarcisio Bernasconi, si capisce che la stagione, conclusasi con una doppietta, non è stata per nulla una passeggiata: anzi, è stata dura, un percorso irto di ostacoli, perché ripetersi, bissando il titolo del 2018, non è mai facile. Infatti gli avversari – in particolare Enrico Bettera (Audi RS3 LMS) e Marco Pellegrini (Hyundai i30 N), rispettivamente 3 e 4 in campionato – sono stati tosti fino allultimo e perché qualche errore, inevitabilmente, lo si compie nellarco di una stagione così tirata. Vittoria di squadra. Ma sentiamo la voce dei due protagonisti del Tcr Italy, partendo dal campione Salvatore Tavano, siracusano di 39 anni: “Abbiamo iniziato insieme unavventura con Cupra, vincendo il Campionato italiano nel 2018 e riconfermandoci questanno, forse la parte più difficile”. E per il 2020? “Da parte mia cè la piena volontà di restare nella famiglia di Tarcisio Bernasconi e di conseguenza di Cupra. Al di là degli interessi, cè anche la componente umana, perché in questi due anni mi sono trovato veramente bene con il team. E i risultati parlano da soli”. Due titoli non ti hanno appagato? “Ti dico la verità, sto pensando di fare la tripletta, forse sarebbe una cosa più unica che rara”. Quali sono stati il momento migliore e il peggiore della stagione? “Quello più bello è stato di sicuro a Vallelunga, perché il fatto di aver chiuso il campionato con un weekend di anticipo è stato un bel segnale di forza e compattezza; il momento più difficile è stato il secondo weekend a Misano, perché ero davanti e ho avuto un problema tecnico, che mi ha fermato a pochi metri dal traguardo. Lì, per il fatto che eravamo a inizio stagione, è stato pesante a livello psicologico. Ma la squadra si è compattata, ci siamo messi a lavorare duramente perché, tra laltro, sul problema, non avevamo uno ‘storico’ e non riuscivamo a capire da che cosa dipendesse. E i tecnici della Scuderia del Girasole hanno fatto le notti per cercare di risolverlo”. Che cosera? “Era un guaio legato allelettronica”. Ti secca che a Monza le cose siano andate storte? “Sì, però siamo venuti qui con lobiettivo di aiutare Matteo (Greco, nda) a conquistare il secondo posto in campionato, abbiamo portato a casa il risultato e quindi ci può stare un weekend un po meno brillante. Ma sono molto contento per la squadra e per Matteo, un giovane cresciuto nella filiera dei monomarca Seat, e un esempio di che cosa è stata capace di mettere in campo la scuola di Bernasconi”. Tra di voi che rapporto cè? “Ottimo, mi rivedo in lui quindici anni fa e forse Matteo mi vede come un esempio, ma questo lo devi chiedere a lui!”. La parola a Greco. Ed eccolo, Matteo Greco, 21 anni di Alba (Cuneo), tranquillo e sicuro di sé: primo in Gara 2 con grande maturità e poi il secondo posto finale. “Ci voleva, perché nelle ultime gare abbiamo faticato, siamo stati sfortunati, come qui in Gara 1, quando avevamo in mano il secondo posto e labbiamo visto sfuggire. Oggi cera un solo risultato, vincere: sono riuscito a partire bene e ho resistito per 25 minuti, che sono stati lunghissimi. LAudi dietro di me non sbagliava mai, quindi la gara andava gestita metro per metro e sono felicissimo di averla portata a casa. Per me, per Cupra, alla fine siamo primi e secondi”. Quanto hai imparato da un compagno come Tavano? ” stato fondamentale per la mia crescita. Salvatore negli ultimi due anni mi ha accolto come un figlio e mi sta aiutando tantissimo in tutto: abbiamo un rapporto splendido, poi in pista si corre, siamo compagni di squadra, ma il vero rapporto ce labbiamo fuori dalla pista dove siamo amici, ci rispettiamo: lui mi dà sempre ottimi consigli, e io ne faccio tesoro”. Lanno prossimo toccherà a te per il titolo? “Adesso è ancora presto per dirlo, però lobiettivo a questo punto è vincere. E rimanere con Cupra, cè ancora un po di tempo, poi vedremo”. Idee chiarissime.

  • Ford – Primi avvistamenti della Puma ST
    on 20 Ottobre 2019 at 13:00

    Anche la nuova Ford Puma avrà una versione ad alte prestazioni. Con la ST-Line X già a listino, ai clienti verrà proposta una variante pensata per abbinare al look aggressivo prestazioni più elevate rispetto al resto della gamma: una Puma ST, insomma.Design grintoso. L’esemplare è totalmente protetto da pellicole, ma confrontando le foto spia con le foto ufficiali si notano subito le differenze con la ST-Line X. Nel frontale le prese d’aria inferiori hanno infatti una diversa forma e i fendinebbia sembrano trovarsi più in alto, mentre in coda il terminale di scarico è ora a doppia uscita. Anche i cerchi di lega sono inediti e non è escluso che i passaruota di plastica nera applicati alla carrozzeria siano più larghi di quelli esistenti.Potrebbe toccare i 200 CV. La Ford potrebbe nascondere qualche sorpresa anche nel cofano. Per il momento la Puma è proposta soltanto con il 1.0 Ecoboost, anche hybrid, con potenze di 125 e 155 CV. Per la ST potrebbe essere utilizzato lo stesso propulsore della cugina Fiesta ST, ovvero il tre cilindri 1.5 EcoBoost da 200 CV e 290 Nm.

  • Kei car – Le auto bonsai che piacciono in Giappone FOTO GALLERY
    on 20 Ottobre 2019 at 9:00

    Mancano pochi giorni al Salone di Tokyo (in programma dal 24 ottobre al 4 novembre), dove vedremo diversi modelli che arriveranno anche da noi, come le nuove generazioni di Toyota Yaris, Subaru Levorg e Honda Jazz, ma non mancheranno vetture riservate al mercato nipponico. Come le celebri kei car, le piccole citycar giapponesi che, da quelle parti, affollano i listini di Case come Suzuki, Daihatsu e Honda, senza dimenticare le proposte extra small di Nissan e Mitsubishi. Agevolate. Tutte, o quasi, con una lunghezza che sfiora i 3,4 metri. Il motivo? La legge giapponese impone di non superare queste dimensioni e altri parametri (unaltezza e una larghezza non superiori, rispettivamente, a 200 e a 148 cm, e una cilindrata fino a 0.66 litri), per poter accedere ai benefici fiscali e assicurativi delle kei car, identificabili dalla targa a sfondo giallo. Non solo: se in questa nazione è in genere necessario dimostrare di avere un posteggio adeguato al mezzo per acquistare lauto, le kei car sono esentate da tale onere in alcune aree rurali.Le vorreste in Italia? Del resto, nelle metropoli giapponesi gli spazi scarseggiano e vetture così piccole sono quindi molto appetibili, a prescindere dalle agevolazioni. Alcuni modelli, sfiziosi e colorati, talvolta sportivi, potrebbero piacere anche in Europa, dove il traffico e le strade anguste di molte località non sono poi così differenti dal Giappone. Per questo, vi chiediamo di dare unocchiata alle kei car della nostra galleria di immagini, per poi rispondere nei commenti a questa domanda: quale delle auto mostrate vi piacerebbe vedere in Italia?

  • Brexit – Salta il voto sull’accordo con Bruxelles
    on 19 Ottobre 2019 at 15:29

    Ancora nessuna soluzione per la questione della Brexit: dopo oltre cinque ore di dibattito e con pochi voti a favore (322 contro 306), la Camera dei Comuni ha approvato un emendamento promosso dagli ex conservatori ribelli e dai partiti di opposizione per rinviare il voto sullaccordo raggiunto giovedì con Bruxelles: il testo chiede di gestire luscita del Regno Unito dallUnione Europea fino a quando tutta la legislazione associata non sarà approvata, anche dopo il termine ultimo del 31 ottobre: è dunque saltata la procedura di votazione sulla mozione del governo legata allintesa.Nuovo schiaffo al governo. Il voto favorevole allemendamento, proposto innanzitutto dal deputato Oliver Letwin, rappresenta un altro duro colpo per il governo britannico, che già sotto la guida di Theresa May ha dovuto subire la bocciatura di un precedente accordo con la Ue. Johnson, che si trova ora nella stessa difficile situazione del suo predecessore dovendo gestire una vicenda delicata senza avere il pieno appoggio dei deputati, ha deciso di ritirare la mozione e promesso di presentare in tempi strettissimi – la prossima settimana – la legge attuativa della Brexit. Il premier, comunque, non intende chiedere a Bruxelles un rinvio rispetto al termine ultimo del 31 ottobre, come invece stabilisce il Benn Act approvato a settembre (il quale vincola il premier a chiedere una proroga senza l’assenso del parlamento a un accordo sulla Brexit). Parlando in aula dopo il voto, Johnson ha escluso categoricamente lintenzione di chiedere un altro rinvio e si è detto convinto di poter ottenere il via libera dei Comuni in tempo utile affinché il Regno Unito possa lasciare l’Unione il prossimo 31 ottobre.  Caos istituzionale.  Quanto avvenuto oggi a Westminster genera ulteriore incertezza e causa un nuovo scontro istituzionale: Johnson ha sempre detto di voler rispettare la scadenza – con o senza accordo – e la ferma volontà di non chiedere alcuna proroga, il che mette in discussione la legge che esclude esplicitamente un’uscita dalla Ue senza un deal e pone le basi per un nuovo braccio di ferro nelle aule dei tribunali. Nelle ultime ore, del resto, erano emersi molti segnali di insoddisfazione e la partita per convincere gli indecisi appre sempre più difficile. Eppure, Johnson era riuscito a portare dalla sua parte alcuni dei Brexiteer più convinti, come il gruppo dei cosiddetti ‘Spartani’, primi fautori della bocciatura del piano di Theresa May, e quindi a superare l’ostacolo degli indipendentisti scozzesi e soprattutto nordirlandesi. Non è stato, però, sufficiente. Lemendamento ha ottenuto i voti decisivi proprio dei nazionalisti di Belfast. Nel frattempo, monta la protesta tra i cittadini britannici: mentre era in corso il dibattito a Westminster oltre un milione di persone percorreva le strade di Londra per manifestare a favore di un secondo referendum.   Bruxelles attende chiarimenti. Intanto, la Commissione europea, tramite il canale Twitter ufficiale, ha dichiarato di aver preso atto “del voto britannico ai Comuni sul cosiddetto emendamento Letwin, che significa che l’accordo di recesso non è stato votato oggi. Starà al governo del Regno Unito informarci dei prossimi passi il prima possibile”, ha aggiunto la Commissione. In serata è poi arrivata una prima risposta, secondo alcuni osservatori dai contorni tragicomici: da Downing Street è partita in direzione Bruxelles una prima lettera non firmata con la richiesta del rinvio e a stretto giro una seconda, indirizzata al presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk. Il giallo delle tre lettere. Nella seconda missiva, questa volta firmata, Johnson ha definito “un errore” il possibile rinvio della Brexit e chiesto di ignorare la prima richiesta. “Abbiamo raggiunto un buon accordo, ma purtroppo il Parlamento britannico mi ha imposto di chiedere un rinvio. Mi scuso per questo, non è la soluzione giusta. Chiuderemo la Brexit il 31 ottobre e spero davvero che non teniate in considerazione la richiesta di rinvio”, ha scritto il premier britannico, esponendosi a nuove diatribe giuridiche con le opposizioni: Il Benn Act stabilisce che la proroga venga chiesta in buona fede e senza tentativi di boicottaggio. Non solo. A Bruxelles è arrivata una terza lettera per mano dell’ambasciatore britannico all’Ue Tim Barrow, con la precisazione che la richiesta di rinvio è legata a un obbligo di legge.   Le preoccupazioni dell’automotive. Il caos politico non rimuove l’incertezza temuta soprattutto dal mondo economico, imprenditoriale e soprattutto dal settore automotive, il più esposto alle conseguenze della Brexit. Recentemente, 21 associazioni nazionali dei Paesi europei, insieme alle europee Acea (lassociazione dei costruttori), Clepa (il consorzio delle aziende della componentistica) e a 21 organizzazioni nazionali, hanno lanciato un accorato appello ad evitare le conseguenze “sismiche” di un no-deal dopo la scadenza del 31 ottobre, con un’uscita disordinata del Regno Unito dall’Ue e un ritorno alle regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Nei mesi scorsi, l’associazione inglese Smmt ha più volte paventato uno scenario apocalittico per un settore che vede la presenza di numerose aziende estere con grandi attività produttive, mentre la Nissan aveva parlato di un business europeo insostenibile con la Brexit. Qualcuno ha già optato per la chiusura di attività: è il caso della Ford o della Honda; altri hanno approntato piani di emergenza (BMW, Toyota), mentre la Jaguar Land Rover ha deciso di bloccare temporaneamente le attività subito dopo il 31 ottobre. Altri ancora, come PSA e Nissan, sono in attesa di verificare come evolverà la situazione per prendere decisioni di importanza strategica sulla conferma o meno della propria presenza industriale nel paese.

  • BMW – Restyling in vista per la M5
    on 19 Ottobre 2019 at 13:00

    Con la Serie 5 ormai vicina al restyling la BMW è pronta ad aggiornare anche la sportiva M5, come confermano le foto spia odierne. I test su strada della superberlina sono in corso ed il debutto potrebbe avvenire nel corso del 2020. Per il momento cambia solo il frontale. Come spesso accade in questi casi, i collaudi mostrano solo una parte delle modifiche previste: questo muletto è probabilmente derivato dall’attuale M5, della quale il prototipo conserva l’intera area posteriore, mentre il frontale, protetto da pellicole, dovrebbe già integrare il nuovo paraurti senza però adottare i gruppi ottici ridisegnati. La M5, ovviamente, dovrà far respirare adeguatamente il propulsore e sono quindi previste prese d’aria di grandi dimensioni, che potrebbero tuttavia apparire diverse rispetto a quelle attuali. Dietro, le novità potrebbero essere ancora più incisive, soprattutto considerando il cambio di stile scelto per la Serie 3 e la Serie 7.Difficile chiedere di più al V8. L’evoluzione della Serie 5 e della M5 dovrebbe portare in dote un maggior numero di Adas e un complessivo aggiornamento degli interni, con l’introduzione dell’infotainment di ultima generazione già disponibile su altri modelli. Per la M5, inoltre, potrebbero essere previsti piccoli affinamenti al V8 biturbo, anche se la M8 recentemente presentata, equipaggiata con questo motore, ha confermato i livelli di potenza attuali. 

  • Dal 2000 a oggi – 20 anni di film e saghe che parlano di auto FOTO GALLERY
    on 19 Ottobre 2019 at 9:00

    Ha preso il via in questi giorni la 14esima edizione della Festa del Cinema di Roma. Come di consueto, un ricco elenco di attori e registi verrà per l’occasione accompagnato sul celebre red carpet dellAuditorium Parco della Musica dalla flotta di limousine della Mazda (ben 45), tra cui la nuova CX-30, protagonista del numero di Quattroruote di ottobre.Il regista di Rush. Nella giornata di oggi, in particolare, è in programma un appuntamento con Ron Howard, che a partire dalle 15.30 presenterà Pavarotti, un documentario sulla vita del compianto tenore. Il regista, che tutti abbiamo amato nel ruolo di Ricky Cunningham in Happy Days, è una vecchia conoscenza della redazione: nel luglio 2013, infatti, gli abbiamo dedicato ben sei pagine della nostra testata per unintervista fiume sul suo rapporto con il mondo dei motori e, soprattutto, sulla pellicola Rush, tra le più riuscite sul mondo delle corse.La rassegna. Il film è una delle tante produzioni cinematografiche dedicate al mondo dellauto e arrivate nelle sale in questi primi due decenni del nuovo millennio, forse i più prolifici per questo genere di opere. Le abbiamo raccolte nella nostra galleria di immagini, dove troverete anche due pellicole in uscita nelle prossime settimane, di cui una basata su un celebre romanzo e unaltra su unepica edizione della 24 Ore di Le Mans.   

  • Automotive – Aperto al Mise il tavolo sulla crisi di settore
    on 18 Ottobre 2019 at 16:37

    Prima riunione per il tavolo aperto al Ministero dello Sviluppo Economico sulla crisi del settore automobilistico. L’iniziativa ha visto la partecipazione di diverse delegazioni in rappresentanza delle associazioni di categoria, dei lavoratori e delle aziende legate a un comparto che genera il 6% circa del Pil italiano e impiega oltre 250 mila lavoratori solo nelle attività prettamente industriali, arrivando fino a 1,2 milioni con tutte le attività collegate. L’obiettivo del tavolo. Il tavolo è stato convocato dal ministro Stefano Patuanelli, anche in seguito alle frequenti e numerose richieste arrivate dal mondo delle quattro ruote, con l’obiettivo di avviare un confronto sull’andamento del settore e di individuare gli strumenti necessari per affrontare l’attuale crisi e la sua causa principale: la rivoluzione tecnologica determinata dalla mobilità elettrica. L’incontro è per ora servito a delineare un metodo di lavoro e a creare una cabina di regia, ma è stata anche l’occasione, per i rappresentanti dei lavoratori e per le associazioni, per sollevare tutti i timori e le preoccupazioni legate all’impatto della transizione verso l’elettrico. Per discuterne in maniera approfondita sono stati istituiti tre sotto-tavoli su politiche per la domanda, l’offerta e l’infrastrutturazione. “Partiranno immediatamente, già la prossima settimana, perchè la visione è molto lunga, al 2030, ma la priorità per il settore è assoluta”, ha affermato Giulio Pedrollo, vice presidente di Confindustria per la politica industriale. “Oggi abbiamo dato la visione e individuato gli assi di riferimento. I sottotavoli avranno il compito di attribuire le risorse”. Le proposte di Confindustria. Nell’incontro sono giunte anche una serie di proposte da discutere. Confindustria e Anfia, con la collaborazione di numerose altre associazioni come Federchimica, Assogas, Amma e Unione Petrolifera, hanno presentato un corposo documento che, partendo da un’esame dell’attuale situazione, punta l’attenzione su tre direttrici fondamentali per il rilancio: incentivi per ricerca e sviluppo, interventi sulla filiera e formazione. Il tutto da contestualizzare all’interno di iniziative avviate, o in fase di preparazione, a livello europeo, come i consorzi per le batterie. Nel primo caso si punta a mobilitare risorse per 500 milioni nel biennio 2020-21 e si chiede al governo di stanziare gli 1,8 miliardi di euro in otto anni per la ricerca e lo sviluppo su batterie, idrogeno e guida autonoma nel quadro dei piani comunitari Ipcei. Tra l’altro, sul fronte dell’elettrico le associazioni hanno anche chiesto 900 milioni di euro per finanziare incentivi diretti “per l’istallazione della ricarica elettrica privata mediante detrazioni fiscali”, un super-ammortamento per le flotte aziendali e bonus per l’acquisto di auto ecologiche. Rivedere lecotassa. A tal proposito è stato criticato l’attuale sistema ‘bonus malus’ (la cosiddetta eco-tassa introdotta con la manovra del 2018 e chiesta una sua “profonda revisione” perché “oltre ad avere effetti distorsivi sul mercato, rischia anche di non avere gli effetti ambientali attesi, visto e considerato che il disincentivo viene applicato su autovetture nuove”. Infine, non sono mancati un invito a potenziare gli strumenti di Industria 4.0 e suggerimenti sul piano delle infrastrutture o della semplificazione delle procedure burocratiche, in particolare per l’istallazione delle colonnine. In sostanza, le associazioni hanno chiesto l’avvio con urgenza di una vera politica industriale da collegare alle iniziative di Bruxelles per garantire la partecipazione italiana ai grandi progetti europei su batterie, idrogeno e guida autonoma. Dal Mise sono arrivate già le prime risposte positive. Patuanelli, infatti, ha promesso di inserire i primi interventi già nella manovra di bilancio in arrivo alla Camera.Le richieste dei sindacati. Dal mondo sindacale sono arrivati chiari segnali di insoddisfazione per la scarsa attenzione finora riservata a un settore importante per l’economia italiana e, come rilevato dalle associazioni datoriali, per misure come l’ecotassa risultate del tutto inefficaci. “Noi speriamo in un forte cambio di registro rispetto ai provvedimenti del precedente governo che spingevano verso l’elettrico in maniera frettolosa e che hanno accentuato la crisi del settore. Speriamo in una forte discontinuità e che il nuovo governo e Patuanelli vogliano invece concentrarsi sul politiche per sostenere l’industria dell’automotive italiana e aiutarla ad affrontare le transizioni verso le nuove propulsioni, compreso l’elettrico”, ha affermato il segretario della Uilm, Gianluca Ficco. “Quindi, non più retorica ambientalista che finisce per essere controproducente, ma un’azione forte per sostenere l’industria dell’auto italiana verso la transizione affinché l’Italia possa conservare un’eccellenza anche nelle tecnologie del futuro”. 

  • Anas – In arrivo i nuovi spartitraffico Ndba
    on 18 Ottobre 2019 at 16:03

    L’Anas, l’ente nazionale per le strade, ha condotto con successo dei test su un nuovo tipo di spartitraffico, il Ndba, acronimo di National Dynamic Barrier Anas. Queste nuove barriere di calcestruzzo sono state messe a punto dagli ingegneri della società che si occupa della manutenzione stradale e sono in grado di sopportare due impatti di autoarticolati senza deformarsi e invadere la corsia opposta. Nuovi ancoraggi, più sicurezza. Per il collaudo dei nuovi sistemi di sicurezza stradale sono stati utilizzati due camion da 38 tonnellate, lanciati uno dopo l’altro a una velocità di 65 km/h con un angolo d’impatto di 20. La stessa traiettoria è stata utilizzata anche per lanciare un veicolo di 900 kg a 100 km/h. I test, condotti al Centro di Certificazione e Analisi comportamentale Csi di Bollate, in provincia di Milano, hanno confermato l’efficacia di queste barriere che propongono una larghezza operativa (lo spostamento in caso di urto) minore rispetto agli spartitraffico tradizionali. Grazie agli ancoraggi utilizzati per fissare le barriere al suolo è possibile ridurre lo spazio necessario per l’installazione, garantendo elevati standard di sicurezza. A collegare rigidamente le varie sezioni dello spartitraffico sono presenti dei profilati d’acciaio che, in caso d’urto, riducono la deformazione delle barriere rispetto ai sistemi di ancoraggio utilizzati finora. Ciò consentirebbe di evitare che un veicolo invada la corsia opposta dopo l’impatto con lo spartitraffico.

  • Nürburgring – Regole più stringenti per i giri record
    on 18 Ottobre 2019 at 14:11

    Si fa un gran parlare del tentativo di record della Tesla al Nürburgring. Tra i tweet di sfida lanciati da Elon Musk e le foto spia dei prototipi della Model S allestiti per l’occasione, si è creata ormai una grande attesa per il tentativo della Casa californiana di superare il recente record per berline elettriche siglato dalla Porsche Taycan.Al Ring difficile fare confronti diretti. Fin qui la cronaca, ma sono le parole di un portavoce del circuito, Alexander Gerhard, a gettare benzina sul fuoco: secondo la dirigenza del circuito, citata dalla Reuters, la comparazione diretta dei tempi non sarebbe infatti possibile a causa dell’assenza di un regolamento tecnico vero e proprio. Attualmente si pongono sullo stesso piano vetture totalmente di serie e prototipi non in regola per la circolazione stradale, o comunque che non sono in produzione.Regole per la pista, ma non per le auto. Per rendere più sensate le comparazioni, il circuito sarà allestito con una configurazione specifica da 20,6 km per i tentativi di record, con posizioni fisse per il rilevamento del tempo e per la partenza lanciata. Questo, ovviamente, non risolverà le discrepanze tra i veicoli: pneumatici semi-slick contro gomme stradali, vetture alleggerite rispetto a quelle standard e regolazioni della meccanica ad hoc potrebbero ancora falsare i paragoni diretti, come abbiamo già evidenziato in un recente articolo dedicato proprio alla Tesla.Palo Alto in pista con la Plaid del 2020. Da parte sua, la Tesla si difende e conferma che la Model S Plaid, con carreggiate allargate, maggiore potenza e pneumatici speciali sarà regolarmente in commercio nel 2020, così come la vediamo oggi nelle foto spia. I suoi tempi al Ring sono già promettenti ma non ancora ufficiali, anche se a certificare il risultato sono oggi le case stesse e non un ente unico esterno.

  • Toyota C-HR – In Giappone debutta la versione GR Sport
    on 18 Ottobre 2019 at 13:27

    La Toyota si prepara a introdurre in Giappone la C-HR GR Sport, una versione aggiornata della crossover sviluppata dal reparto corse Gazoo Racing. Caratterizzata da modifiche sia sul piano estetico, sia su quello meccanico, questa variante è destinata solamente al mercato locale, a differenza del restyling della vettura.Design sportivo. A livello di design, a cambiare è soprattutto il frontale: il nuovo paraurti anteriore incorpora una griglia più grande rispetto al modello standard, con una barra orizzontale con il logo GR Sport (quest’ultimo riproposto anche sui parafanghi anteriori e sul portellone). Rinnovate anche le cornici dei fari fendinebbia, ora più ampie. La crossover monterà cerchi di lega bicolore da 19 pollici e sarà disponibile in una gamma di 11 colori. Labitacolo è caratterizzato da nuovi pedali d’alluminio e da rivestimenti di pelle per volante e sedili, quest’ultimi marchiati GR. Anche questa versione disporrà della più recente interfaccia multimediale, con un sistema di infotainment compatibile con Apple CarPlay e Android Auto.Modifiche meccaniche. Gli aggiornamenti della crossover proseguono anche sul piano meccanico: oltre ad aver modificato la taratura dello sterzo, il team Gazoo Racing ha dotato la vettura di un nuovo assetto. Oltre a una traversa pensata per migliorare la rigidità torsionale del telaio, la C-HR GR Sport dispone di ammortizzatori più rigidi e molle specifiche.

  • CATEGORIE

  • Newsletter

    Subscribe to our mailing list

    * indicates required

    Email Format


  • Social

    Visit Us On FacebookVisit Us On TwitterVisit Us On LinkedinVisit Us On PinterestCheck Our FeedVisit Us On Youtube
  • motorsbreakingnews

  • Find us on Facebook