Quattroruote.it

  • Audi – Bram Schot nominato Ceo ad interim
    on 19 giugno 2018 at 12:59

    Il board dell’Audi, riunito d’urgenza dopo l’arresto del Ceo, Rupert Stadler, nell’ambito dell’inchiesta sul Dieselgate, ha deciso di nominare Ceo ad interim Bram Shot, attuale responsabile delle vendite e del marketing della Casa dei Quattro anelli.Stadler in stato di fermo. L’arresto di Stadler, secondo quanto riportato dal Sueddeutsche Zeitung, sarebbe stato deciso dopo una serie d’intercettazioni telefoniche e dopo la perquisizione del suo appartamento. Non è ancora stata diffusa alcuna notizia sull’eventuale rinvio a giudizio: la detenzione, in attesa dell’udienza, potrebbe durare fino a tre mesi. L’accusa potrebbe essere quella di occultamento delle prove, ma rimane per ora la presunzione d’innocenza. L’inchiesta della Procura di Monaco è molto più ampia e coinvolgerebbe altri dirigenti del Cda con l’accusa di frode e pubblicità ingannevole. […]

  • Audi R8<br> – Proseguono i collaudi per il facelift
    on 19 giugno 2018 at 9:51

    Proseguono i test su strada per la versione aggiornata dell’Audi R8. Il restyling della sportiva tedesca, che potrebbe non avere un erede in futuro, sembra davvero di lieve entità, ma non sono ancora confermate eventuali evoluzioni dei powertrain.Frontale evoluto, le novità sono in coda. I due esemplari protagonisti delle foto spia sono protetti da pellicole che nascondono i paraurti e parte delle fiancate, nelle zone dove dovrebbero concentrarsi le novità stilistiche. Il taglio delle prese d’aria anteriori sembra semplificato rispetto alla versione attuale, mentre al posteriore troviamo un’inedita fascia unica sotto ai gruppi ottici che integra gli sfoghi d’aria e la targa. L’altra novità di rilievo è la presenza dei terminali di scarico ovali, ben più grandi e aggressivi rispetto a quelli attuali integrati nel paraurti. La presenza dell’alettone su una delle due vetture, dotata anche di cerchi di lega di differente disegno, fa pensare che siano previsti nuovamente allestimenti più o meno aggressivi, mentre l’unica immagine degli interni non fornisce indizi utili, dal momento che tutto è identico al modello in commercio.Indiscrezioni sull’arrivo del V6 biturbo. Nell’ambito di un restyling che sembra improntato sulla continuità, è il tema dei propulsori a rimanere in sospeso. Con l’attuale R8 proposta solo in versione V10 con due livelli di potenza, è rimasto vuoto lo spazio precedentemente occupato dalla V8, che potrebbe essere sostituita da un’inedita versione dotata del V6 biturbo di 2.9 litri derivato da quelle delle nuove RS4 ed RS5, dando vita alla prima R8 sovralimentata nella storia del modello. Tuttavia, la notizia non è stata ancora confermata ufficialmente dalla Casa tedesca. […]

  • Tesla – Si indaga su un tentativo di sabotaggio
    on 19 giugno 2018 at 8:18

    La Tesla sta investigando in merito a un possibile sabotaggio interno. La notizia è stata riportata dalla Reuters, che è venuta in possesso di una mail interna inviata da Elon Musk a tutti i dipendenti.Sabotaggio alla produzione e diffusione di dati riservati. Secondo le informazioni raccolte, una persona avrebbe tentato di modificare il software di gestione della produzione e avrebbe inviato dati sensibili all’esterno. Il sabotatore sarebbe già stato individuato e interrogato, ma non è ancora chiaro se abbia agito da solo. Nelle stesse ore è stata anche riportata la notizia di un piccolo incendio, subito domato, in un’altra zona della fabbrica, ma per il momento i due eventi non sembrano collegati. Musk, però, avrebbe chiesto a tutti i dipendenti di fare particolare attenzione a qualunque situazione sospetta, sostenendo che potrebbero essere molte le realtà esterne interessate a sabotare la Tesla.Riorganizzazione del personale. La persona accusata avrebbe confessato di aver agito per protesta contro una mancata promozione, ma anche in questo caso le informazioni sono ancora da verificare. La recente dichiarazione della Tesla di voler ristrutturare il personale, con tagli al 9% della forza lavoro, potrebbe aver giocato un ruolo chiave in questa vicenda. […]

  • Formula 1 – La Red Bull passa alle power unit Honda
    on 19 giugno 2018 at 7:32

    Cambio di power unit in casa Red Bull: il team di Milton Keynes ha appena annunciato che per le stagioni 2019 e 2020 di Formula 1 sarà spinto dalle power unit della Honda. Nonostante il nuovo accordo, il team continuerà a utilizzare la denominazione di Aston Martin Red Bull Racing.Accordo biennale. Il team principal della Red Bull, Christian Horner, ha così commentato lannuncio della nuova collaborazione con la Honda: “Questo accordo pluriennale segna l’inizio di una nuova fase per la nostra squadra per competere non solo per la vittoria dei Gran Premi, ma per tornare a lottare per il Mondiale”. Dal prossimo anno, sia la Toro Rosso che la Honda potranno utilizzare la stessa unità di potenza, un particolare non di poco conto per il fornitore di motori che avrà a disposizione una mole di dati maggiori per lo sviluppo dei propri motori. “Ne gioveremo tutti, perché potremo avere opportunità di sviluppo più rapide ed efficaci”, ha concluso Horner.Una grande opportunità per la Honda. Takahiro Hachigo, presidente di Honda Motor co. Ltd, ha aggiunto: “Dopo aver stabilito un buon rapporto con la Scuderia Toro Rosso, abbiamo deciso di estendere il nostro coinvolgimento in Formula 1 con l’altra squadra della famiglia Red Bull a partire dal 2019. Avere due team significa accedere al doppio dei dati rispetto a prima. Riteniamo che lavorare con Red Bull Racing e Toro Rosso ci consentirà di avvicinarci al nostro obiettivo, che è quello di vincere gare e campionati, costruendo due solide partnership. Le trattative sono state piuttosto rapide, grazie all’atteggiamento aperto e rispettoso della Red Bull nei confronti della Honda, che ha portato a un accordo equo per tutte le parti coinvolte”.  Finisce l’era Renault. Con questo annuncio, finisce la storica collaborazione tra la Red Bull e il motorista francese Renault, con il quale a Milton Keynes hanno lavorato a partire dal 2007. Nell’era del V8, il binomio Red Bull Renault ha conquistato in Formula 1 ben 47 vittorie, 4 titoli costruttori e 4 piloti, con Sebastian Vettel. Nellera dellibrido, le potenzialità delle power unit Renault si sono ridotte, ma il team è riuscito comunque a conquistare altre dieci vittorie, lultima nel Gran Premio di Monaco di questanno, con Daniel Ricciardo. “Vorremmo ringraziare la Renault per il lavoro svolto in questi dodici anni, un periodo nel quale abbiamo vissuto insieme momenti incredibili. A volte abbiamo avuto anche delle divergenze, ma la Renault ha sempre lavorato instancabilmente e al massimo delle capacità per fornire una power unit competitiva”. […]

  • Renault Kadjar – Nuovi test su strada per il restyling
    on 19 giugno 2018 at 7:00

    In casa Renault è già tempo di pensare al restyling della Kadjar. Quelle che vi proponiamo sono le prime foto spia della vettura. Al momento, non ci sono indicazioni certe sul lancio commerciale, ipotizzabile nel corso del 2019.Frontale e coda si aggiornano. Le immagini mostrano un prototipo con pellicole applicate su frontale e coda, come da tradizione nel caso del restyling di metà carriera. All’anteriore le differenze sembrano limitate alla presa d’aria e alla posizione dei fendinebbia, anche se i gruppi ottici sono nascosti e potrebbero proporre elementi interni modificati, mentre al posteriore il paraurti è totalmente nuovo, con gli elementi luminosi più sottili e dotati di doppia colorazione.Potrebbe arrivare il 1.3 turbobenzina. Alla leggera evoluzione stilistica dovrebbe essere affiancata una modifica degli interni, probabilmente legata anche alle nuove funzionalità dell’infotainment. La Renault dovrebbe portare anche sulla Kadjar le motorizzazioni aggiornate: è possibile che sia introdotto il 1.3 turbobenzina già visto sulla Scénic nelle versioni da 115, 140 e 160 CV e proposto anche in una variante dedicata sulla Mercedes Classe A. […]

  • Lexus RX L – Una settimana con la 450h Luxury [DAY 2]
    on 19 giugno 2018 at 6:30

    Il Diario di bordo di questa settimana è consacrato a una Suv dalla presenza importante, la Lexus RX 450h nella versione L, che è più lunga di quella normale (5 metri netti, contro 4,89, a parità di passo) ed è dotata di sette posti, invece dei soliti cinque. Siamo, quindi, nella fascia alta del mercato, come dimostra anche il sistema di propulsione, che è ibrido: abbina, infatti, un V6 di 3.5 litri, con testata e basamento di alluminio, 4 valvole per cilindro e variatore di fase, in grado di erogare 263 CV a 6.000 giri/min e una coppia massima di 335 Nm a 4.600 giri/min, a un motore elettrico (del tipo sincrono a magneti permanenti) con potenza di 123 kW-167 CV e coppia di 335 Nm. La trazione integrale E-four aziona le ruote posteriori unicamente tramite un motore elettrico ausiliario non connesso meccanicamente con il propulsore termico che, da solo o in combinazione con l’unità elettrica integrata nel cambio E-Cvt, fornisce trazione all’asse anteriore. La velocità massima dichiarata è di 180 km/h, con unaccelerazione da 0 a 100 km/h in 8 secondi; quanto ai consumi, il valore omologato per il ciclo combinato è di 6 litri per 100 km. Lallestimento Luxury è il più ricco della gamma e prevede, tra laltro, un nutrito gruppo di Adas (cruise control adattivo, riconoscimento segnaletica, mantenimento corsia), il sistema di navigazione con display da 12,3, limpianto audio Mark Levinson con 15 altoparlanti, telecamera posteriore, cerchi di lega da 20, proiettori e fendinebbia a Led con funzione cornering, rivestimenti di pelle traforata, sensori di parcheggio anteriori e posteriori. Infine, la nostra RX 450h monta anche il Premium Pack, che comprende head-up display a colori da 10, rilevatore degli angoli ciechi e del traffico posteriore e camera panoramica a 360. Il prezzo di questo esemplare, comprensivo di optional (Premium Pack e vernice Sonic Titanium), è di 85.250 euro. Lusso a ruote alte [Day1]. Questi mega-Suv sono le ammiraglie del nuovo millennio, penso mentre muovo dal parcheggio la mole imponente della RX 450h nel silenzio proprio delle auto ibride, che ti fa sempre un po dubitare di aver messo in moto o no. Così, mentre un tempo il simbolo di una vita automobilisticamente sibaritica poteva consistere in una quasi-limousine del genere Audi A8, BMW Serie 7 e Mercedes Classe S, oggi si può viaggiare sfarzosamente, oltre che comodamente, dallalto delle ruote alte. Certo, direte voi, era così già negli anni 70, dal debutto della mamma di tutte le super-Suv, la Range Rover. Ma oggi cè una variabile in più, nellequazione: la propulsione ibrida. Quelleccellente foglia di fico che rende socialmente accettabile ciò che la mole (cinque metri di lunghezza per quasi 1,9 di larghezza e una massa complessiva da 2.840 kg) e la cubatura del motore termico (tre litri e mezzo) potrebbero rendere oggetto di pubblica riprovazione. Di lusso, in ogni caso, su questa Luxury ce nè in abbondanza: finiture, dotazione, souplesse, dolcezza del cambio (che non sembra neanche un Cvt), i sedili rinfrescabili (inizia a far caldo, a Milano), tutto contribuisce a una sensazione di grandissimo confort. E a far passare la voglia di sfruttare i (tanti) cavalli a disposizione, perché si sta così bene a bordo da non sentire più la fretta. Vale per tutti i passeggeri? Dubito, per quelli eventualmente seduti nellultima fila: i sette posti, si sa, comportano sacrifici, soprattutto per coloro che si aggiungono ai canonici cinque meglio alloggiati. Emilio Deleidi, redazione Inchieste    In souplesse con l’ibrido [Day 2]. Per le ibride milanesi, tutte, il vantaggio dellArea C gratuita finirà il 1 ottobre 2019, quando la propulsione sarà equiparata alle altre (questa, almeno, è lattuale intenzione dellamministrazione). Però, nel frattempo, un risparmio di 5 euro a ingresso non è cosa da poco, a maggior ragione se si parla di una vettura lunga 5 metri e spinta da un V6 di 3.5 litri, libera di attraversare il centro e di evitare gli ingorghi delle circonvallazioni. Benefici di una “congestion charge” perlomeno contraddittoria, si dirà. Può essere, ma intanto qui abbiamo anche una batteria, che conta e nemmeno poco: già, perché nella guida cittadina, se non si esagera con lacceleratore, la RX 450h va in elettrico più spesso di quanto non si possa immaginare. Incrociare un piroscafo che viaggia in silenzio tra un semaforo e laltro non è cosa da tutti i giorni e in effetti pare di essere alla guida di un ufo: non solo per le dimensioni (che, va detto, non aiutano nei parcheggi), ma perché la vettura è in grado di passare con estrema nonchalance da un estremo allaltro. Basta schiacciare poco più a fondo lacceleratore, infatti, e la giapponese cambia completamente carattere, dando la parola al cavernoso rombo del V6: il quale si prende la scena senza troppi complimenti, spingendo con notevole vigore. Il consumo rispecchia le inclinazioni di chi impugna il volante: chiedete vivacità (in modalità Sport e Sport+) e vi sarà data; guidate sobriamente e le percorrenze si attesteranno su livelli più che accettabili, ovviamente nellambito della categoria. Nel mio caso, negli spostamenti cittadini casa-lavoro, il computer di bordo ha registrato un consumo variabile dai 9 ai 10,2 litri per 100 km. Un dato più che accettabile, considerate le condizioni di guida – il traffico dellora di punta – e la tipologia di veicolo. Cercare landatura in elettrico con il pedale – o forzarla tramite lapposito tasto – non ha molto senso, perché lessenza dellibrido Lexus e Toyota sta proprio nel costante avvicendamento delle due propulsioni, il quale spinge a guidare distesi e rilassati. E questo, nella concitazione metropolitana, non può che essere un pregio. Anzi un lusso, al quale contribuiscono pure il notevole confort di marcia e le coccole di un abitacolo in cui abbondano i materiali pregiati. La nota stonata arriva, un po a sorpresa, dallinfotainment, o meglio dalla periferica impiegata per gestire linterfaccia: una sorta di cursore che fa le veci di un mouse, piuttosto impreciso nelle selezioni. Un altro ufo che, però, piace un po meno. Davide Comunello, redazione Prove su strada […]

  • Kia Ceed – Al volante della 1.6 CRDi 136 CV
    on 18 giugno 2018 at 16:30

    Disegnata, sviluppata e costruita in Europa. Così la Kia presenta la nuova Ceed, un modello estremamente importante per il costruttore coreano, tanto per i volumi di vendita, quanto per le nuove tecnologie che è chiamato a portare al debutto. La terza generazione della segmento C, infatti, è la prima Kia a disporre di un sistema di guida autonoma di livello 2 e di molte altre dotazioni totalmente inedite per il marchio asiatico. A questo si aggiunge un look tutto nuovo abbinato a una gamma di motori aggiornati e alla concretezza di sempre: i primi esemplari arriveranno nelle concessionarie nelle prossime settimane. Obiettivo Europa. La Ceed di terza generazione è stata creata appositamente per le strade europee e con i clienti del Vecchio Continente come unico target. Daltronde non ci si poteva di certo aspettare un approccio differente per unauto il cui nome è acronimo di Community of Europe, with European Design. Rispetto allultima Ceed, dal punto di vista tecnico la nuova versione promette importanti passi avanti per quanto riguarda il piacere di guida: le molle anteriori sono più rigide del 40% e la rigidità degli stabilizzatori anteriori è stata praticamente ridotta di un quinto. Regolazioni permesse dallimpiego di nuovi ammortizzatori: il risultato, di cui ci si accorge già fin dalle prime curve, è una netta riduzione del sottosterzo e una migliore tenuta di strada. Nonostante questo, però, la Ceed di terza generazione è tuttaltro che scomoda. Lassetto, pur essendo più rigido, compensa bene le sconnessioni dellasfalto, lasciando trasparire in maniera marcata solo le buche più profonde. A migliorare la guidabilità è presente anche un nuovo sterzo: più diretto e rapido rispetto al precedente, il comando è morbido ma non brilla per precisione. La trazione, ovviamente, è rimasta anteriore, ma per migliorare il comportamento in curva la Kia ha introdotto una nuova elettronica che simula il funzionamento di un sistema di torque vectoring agendo sui freni. Nuovo nome, nuovi motori. La terza serie della segmento C coreana oltre al look e alla meccanica ha cambiato anche il proprio nome, perdendo lapostrofo per passare da Ceed a Ceed. Ben più importanti sono però le modifiche apportate sottopelle dove debuttano nuove motorizzazioni, alcune delle quali totalmente inedite, come il 1.6 CRDi U3, proposto nelle versioni da 115 CV o 136 CV. A seconda del tipo di trasmissione i due quattro cilindri erogano coppie differenti: con il manuale a sei marce dispongono entrambi di 280 Nm mentre con lautomatico doppia frizione a sette rapporti si raggiungono rispettivamente i 300 e i 320 Nm di picco. La versione diesel più potente, oggetto della nostra prova, si è dimostrata più silenziosa rispetto al quattro cilindri montato in precedenza, proponendo buone doti di allungo, soprattutto se abbinata alla trasmissione automatica. Oltre alle unità a gasolio la gamma della Ceed comprende anche tre diversi motori a benzina, tutti rinnovati a partire dal 1.4 T-GDi da 140 CV e 242 Nm che va a sostituire il precedente 1.6 GDi. Il nuovo motore della famiglia kappa, così come il rinnovato 1.0 T-GDi da 120 CV e 172 Nm, è dotato di filtro antiparticolato e risponde a tutti i requisiti per lomologazione Euro6d-Temp. La gamma a benzina comprende anche un 1.4 MPi da 100 CV e 134 Nm, unica unità aspirata dellattuale gamma. A partire dal prossimo anno la Ceed diventerà per la prima volta anche ibrida: in gamma debutterà infatti un motore elettrificato EcoDynamics mild hybrid a 48 volt. Più spazio per tutti. Sensibilmente più silenziosa rispetto alla seconda generazione, la Ceed è stata migliorata sotto molteplici aspetti, soprattutto allinterno dellabitacolo dove si respira unatmosfera qualitativamente superiore. Lassemblaggio è più curato e i materiali, a parte qualche eccezione (come la parte bassa dei fianchetti delle portiere), risultano piacevoli da toccare, mentre il nuovo design ha ridotto significativamente i fruscii aerodinamici, praticamente assenti ad andature autostradali anche nella zona degli specchietti. Limpostazione degli interni, grossomodo, è quella di sempre: solo lo schermo da 8.0 dellinfotainment è stato riposizionato e ora domina dallalto la plancia affiancato dalle bocchette del climatizzatore. Sotto di esso pochi, semplici, comandi permettono di navigare nelle varie schermate e di azionare laria condizionata. In quattro metri e 31 cm la Ceed offre una buona abitabilità, tanto per i passeggeri anteriori, quanto per quelli posteriori che, in assenza del tetto apribile, possono beneficiare di più spazio rispetto al modello uscente nonostante il profilo del tetto sia stato abbassato. Cresce anche il bagagliaio che abbassa la propria soglia di carico e guadagna in capacità arrivando a 395 litri, che diventano 1.291 se si abbattono gli schienali del divano posteriore.Livello due.  Sulla Ceed è disponibile la prima tecnologia driverless del marchio coreano, il Lane Following Assist, un sistema di livello 2, che permette alla vettura di seguire il traffico in maniera autonoma. Rilevando i movimenti del veicolo che precede, la coreana può gestire acceleratore, freno e sterzo per seguire il flusso del traffico sfruttando radar e sensori per mantenere la distanza dalle altre vetture restando nella corretta corsia di marcia a velocità comprese tra gli 0 e i 130 km/h. Il sistema svolge bene il suo lavoro in autostrada, suo vero habitat naturale, peccando un po di precisione sulle strade secondarie dove, a tratti, risulta incerto nelle manovre. Sulla nuova Ceed sono disponibili anche altre dotazioni tecnologiche come lo Smart Cruise Control con Stop&Go, lo Smart Parking Assist e i Collision Warning Blind Spot e Rear-Cross Traffic. Di serie su tutti gli allestimenti sono invece presenti il Driver Attention Warning, il Lane Keeping con Forward Collision Avoidance Assist e lHigh Beam Assist. Per ridurre i consumi, infine, è disponibile lEco Pack che introduce soluzioni pensate per migliorare lefficienza aerodinamica della vettura come gli Air Flap attivi per il raffreddamento del motore, le sospensioni ribassate, i pneumatici a bassa resistenza di rotolamento e una copertura piatta per il sottoscocca. […]

  • Speed Parade – A Monza una giornata all’insegna della passione – VIDEO
    on 18 giugno 2018 at 15:58

    sempre bello entrare nel Tempio della Velocità, se poi si può scendere in pista accanto a un pilota professionista a bordo di una sportiva lo è ancor di più”. Questo il commento ricorrente delle migliaia di appassionati che lo scorso weekend hanno invaso il paddock di Monza per la Quattroruote Speed Parade. Unintera giornata dedicata alla passione per le quattro ruote di ieri e di oggi, con la possibilità di ammirare da vicino esemplari che hanno fatto la storia dellauto, accanto ai modelli più recenti e alle hot rod più estreme. Grazie alla collaborazione con Abarth, Alfa Romeo, BMW, Fiat, Honda, Lexus, Mazda e Toyota i partecipanti hanno avuto modo di divertirsi al volante delle ultime novità offerte dal mercato e di vivere un emozionante giro di pista a bordo dei modelli più sportivi.Dalla pista alle gare virtuali. Alla fine sono stati quasi 200 gli appassionati che nella sola giornata di sabato si sono sfidati davanti agli schermi delle XBox One per leRacing League, primo torneo di Forza Motorsport 7 realizzato in collaborazione con Tech Princess. Ma non solo: a Monza anche gli amanti del Lego si sono lustrati gli occhi ammirando gli oltre 60 metri lineari di esposizione di opere e creazioni a tema motori divise in 12 isole tematiche, realizzate da 20 espositori in rappresentanza di sei community di appassionati del mattoncino Lego italiane e straniere.&nbs […]

  • Audi A1 – Tolti i veli alla piccola tedesca
    on 18 giugno 2018 at 15:50

    Ecco lAudi A1 atto secondo. Più novità che conferme. Le seconde, la più piccola delle auto con gli anelli continua a condividere la meccanica con le sorelle Volkswagen Polo, Seat Ibiza e Skoda Fabia: fino a ieri la PQ25, oggi la moderna MqbA0 (solo la Fabia deve ancora adottarla). E, nel quartetto, a giocare la carta della compatta dal sapore premium. Le prime, cioè le novità: la A1 diventa più grande, più versatile, insomma più macchina. Ma anche dallaspetto più sportivo e dinamico, per convincere di più anche una clientela maschile. Ancora, abbandona la carrozzeria tre porte (quella con cui era nata nel 2010) e punta su una vasta gamma di personalizzazioni per piacere ai giovani. Infine, e questo era abbastanza scontato, dice addio ai motori diesel. Nella gamma solo turbobenzina, tutti con filtro antiparticolato. Ci torniamo tra un attimo. Prezzi in linea. La macchina arriverà a novembre nelle concessionarie italiane anche se sarà ordinabile già dallestate. I listini non sono stati ancora ufficializzati, benché si vociferi di prezzi abbastanza in linea con il modello uscente. Considerato però che la dotazione di serie dovrebbe essere leggermente superiore, potrebbe essere realistico ipotizzare una cifra di partenza attorno ai 20 mila euro. Tanto spazio in più. La nuova A1 cresce in lunghezza (più 5,6 centimetri per 403 totali) e in larghezza (più 3,4 per 174 totali), mentre il tetto più basso (di 1,3 centimetri) ne aumenta lo slancio. Ma a segnare lincremento più significativo è il passo, che guadagna 9,3 centimetri. Ciò si traduce in una maggiore abitabilità, soprattutto per i passeggeri posteriori, che sulla versione attuale erano un po sacrificati. Anche il bagaglio diventa più capiente: 335 litri contro i 270 di oggi. Da 95 a 200 cavalli. E veniamo, appunto, allo chassis, che prevede sospensioni MacPherson davanti e ponte torcente dietro, ma alla taratura base si può sostituire quella sportiva e aggiungervi anche gli ammortizzatori a regolazione variabile. Questi ultimi fanno parte del Performance dynamic package, assieme a dischi freni maggiorati (312 mm davanti e 272 dietro), selettore delle modalità di guida (Audi drive select, con quattro programmi: auto, dynamic, efficiency e individual) e sound dedicato. La gamma motori, tutti a benzina turbo e con filtro antiparticolato, è costituita dai tre cilindri delle 25 e 30 TFSI rispettivamente da 95 e 115 cavalli, e dai quattro cilindri della 35 TFSI da 151 cavalli e 40 TFSI da 200.   Rivoluzione anche dentro. Allinterno, addio alle bocchette rotonde, sostituite dalla meno originale forma rettangolare. Il vantaggio però è di avere una plancia molto contemporanea che, nelle versioni al top, ripropone in piccolo lo stesso layout delle sorelle maggiori. Le cornici delle bocchette, poi, come quelle della vasca che ospita la leva del cambio, sono personalizzabili, anche con lopzione di una cornice luminosa che si può variare scegliendo tra 30 colori diversi. Poiché la A1 è una macchina per giovani, questa è una delle personalizzazioni che offre ai propri clienti. Tre le configurazioni del sistema multimediale MMI: base, con la sola radio gestita dai comandi riportati al volante e tramite le info che compaiono nello schermo digitale del quadro strumenti; MMI Plus, con schermo touch da 8,8 pollici; infine, MMI Navigation plus, con schermo da 10,1 pollici, che dà anche accesso ai servizi online Audi connect, i quali tra laltro offrono informazioni su traffico e parcheggi e consentono di navigare con Google earth e Street view. […]

  • Michael Schumacher – Inaugurata a Colonia la mostra permanente
    on 18 giugno 2018 at 15:27

    Inaugurata a Colonia la Michael Schumacher Private Collection, una mostra permanente dedicata alla carriera del sette volte campione di Formula 1. Unarea di mille metri quadrati che ripercorre le tappe più significative della storia di Michael nel Circus e non solo.Un hangar diventato museo. La struttura si trova allinterno del Motorworld Cologne-Rhineland, a pochi chilometri da Kerpen, città natale di Schumacher. aperta tutti i giorni, dalle 10 del mattino fino alle 8 della sera e laccesso è completamente gratuito. La mostra permanente è stata fortemente voluta dalla famiglia di Michael per ringraziare tutti i tifosi per il loro straordinario affetto, ha spiegato Sabine Khem, portavoce e manager del pilota tedesco. La Michael Schumacher Private Collection porta a contatto con i tifosi una serie di cimeli di Michael, incluse tutte le monoposto originali con cui ha vinto il campionato del mondo di Formula 1. In totale, sono esposte 12 monoposto di Formula 1, più di 20 caschi e oltre 40 trofei originali.Le auto con cui ha scritto la storia. Si parte dalla Formula Ford con cui ha corso nel 1988 per passare alla Reynard di Formula 3 del 1989, ma cè anche la Sauber Mercedes-Benz C291 con cui ha partecipato al Campionato Mondiale Sport Prototipi. Ovviamente, non poteva mancare la Jordan 191 con cui ha debuttato in F.1 nel GP del Belgio 1991 né la Benetton B191B con cui ha disputato la sua prima stagione completa nel Circus. Ci sono anche le due Benetton B194 e B195 con cui ha conquistato i primi due titoli mondiali e ben 8 Ferrari: la F310 del 1996, con cui vinse nel GP di Spagna; la F300 e la F399, quella del terribile incidente di Silverstone. E poi ci sono le Rosse del mito: la F2000, con la quale ruppe il digiuno di vittorie mondiali che a Maranello durava da 21 anni; la F2001, la F2002, la F2003-GA e la F2004. Ma cè anche una freccia dargento, quella Mercedes MGP W01 con cui tornò in F.1 nel 2010.La speranza è sempre viva. Sulle condizioni di salute di Michael Schumacher, come sempre, vige il più assoluto riserbo da parte della famiglia. Ma i tifosi del sette volte campione del mondo non hanno perso la speranza e sperano, un giorno, che Michael possa tornare a una vita quanto più normale possibile, circondato dallaffetto dei suoi cari. […]

  • Nuova Suzuki Jimny – Le prime foto della quarta generazione
    on 18 giugno 2018 at 14:55

    La Suzuki ha diffuso le prime foto ufficiali della nuova Jimny. La piccola fuoristrada, erede di una stirpe di 2,85 milioni di esemplari dal 1970 a oggi, debutterà in Giappone a luglio e sarà disponibile in Europa a settembre. Per il momento non sono stati forniti i dati tecnici ed è quindi stato svelato solo il design, che conferma quanto visto nei mesi scorsi nelle foto spia. Design ispirato al passato. La nuova Jimny propone uno stile squadrato e minimalista, con un tocco classico che ricorda l’operazione fatta dalla Mercedes con la Classe G. La carrozzeria a tre porte è priva di fronzoli e il frontale integra la mascherina con i fari circolari. La personalizzazione è affidata all’accostamento delle tinte e alla finitura del frontale, dei passaruota e della ruota di scorta posteriore esterna, mentre gli sbalzi ridotti al minimo sono tipici dei fuoristrada più puri. Le informazioni tecniche sono per il momento generiche: telaio a longheroni, motore longitudinale e trazione integrale inseribile con ridotte sono la ricetta tipica per guidare fuori dall’asfalto. Infotainment moderno, stile essenziale. Gli interni fondono soluzioni essenziali, come la strumentazione analogica e la lunga leva del cambio manuale che ricordano la classica SJ413, con elementi attuali come l’infotainment e il volante multifunzione, comuni ad altri modelli Suzuki. Non manca il maniglione per il passeggero, con tanto di viti a vista per richiamare le finiture di un tempo, mentre non è ancora possibile valutare lo spazio disponibile nella zona posteriore. […]

  • Bentley Bentayga – Tutto pronto per la sfida alla Pikes Peak
    on 18 giugno 2018 at 12:45

    La Bentley ha concluso lo sviluppo della Bentayga che parteciperà alla edizione 2018 della Pikes Peak con il campione della specialità Rhys Millen. La vettura ambisce al record di categoria per una Suv di serie e partecipa nella classe dove le modifiche concesse sono minime.600 CV e 300 kg in meno per sfidare la montagna. La base di partenza è quella della W12 biturbo da 600 CV, completa di sospensioni a controllo elettronico e trazione integrale. La Bentayga, riconoscibile per la speciale colorazione Radium Satin e per le appendici aerodinamiche in carbonio opzionali, è stata dotata del rollbar di sicurezza, del sedile da competizione e dell’impianto di estinzione. Il peso è stato ridotto di circa 300 kg, rimuovendo gran parte degli arredi interni. La meccanica è quella di serie ed è stato installato uno scarico Akrapovic, mentre i pneumatici sono forniti dalla Pirelli. L’impianto frenante è quello carboceramico della vettura stradale, mentre il partner tecnico per i lubrificanti è Mobil. […]

  • 24 Ore di Le Mans – Il motorsport democratico
    on 18 giugno 2018 at 11:47

    Le Mans, ogni volta, riesce a stupire. Ed è stato così anche per questultima edizione, l’86esima della storia, nonostante sia partita con aspettative inferiori rispetto al solito, per via dellassenza di pilastri come Audi e Porsche nella massima categoria LMP1 Hybrid e per lesito finale già scritto (o quasi) ben prima della bandiera a scacchi, con la Toyota favorita nei pronostici (giocava da sola) e non soltanto perché cera il piede pesante di Fernando Alonso sulla numero 8 che ha trionfato. No, la Ventiquattrore con la “V” maiuscola ti conquista ogni volta, se vista dal vivo, perché basta arrivare nei pressi della pista per capire che qui si pratica un altro sport al di fuori del motorsport. Le Mans è democratica e generosa con gli appassionati, e qui ci sono quelli veri che sono disposti a dormire in tenda e a girovagare giorno e notte senza tregua per non sprecare nemmeno un secondo di spettacolo. Il pubblico. Qui, a differenza della Formula 1, anche con un modesto biglietto prato (che parte da 50 euro) scopri subito che le porte del paradiso si aprono facilmente. Senza particolari agevolazioni o dorati pass Vip, col tuo biglietto in tasca puoi arrivare a lambire il paddock e vedere i piloti da qui a lì. Un fatto che era la normalità anche in Formula 1 qualche decennio fa, ma che oggi purtroppo non lo è più. Qui a Le Mans i fan girano con il libro delle foto da farsi autografare sotto braccio, perché sanno che prima o poi, il loro idolo, in qualche modo lo incroceranno. Per esempio durante la celebre parata in centro a Le Mans, con tutti i piloti partecipanti che sfilano a bordo di vetture depoca e scendono a firmare autografi, stringere mani e battere cinque alti. E nel caso anche tu volessi calcare una delle piste più celebri del mondo, lo puoi fare (a piedi) perché al venerdì sera aprono i cancelli al pubblico. Spettacolo a distanza ravvicinata. Un altro esempio di democrazia? Gli autobus che durante la settimana portano i bambini a scuola (il tracciato di Le Mans è ricavato in buona parte su strade aperte), durante la gara vengono impiegati per un servizio gratuito rivolto agli appassionati: arrivi alla fermata e sul tabellone digitale, al posto del solito 13 barrato, trovi su scritto Arnage, Mulsanne, Indianapolis, Porsche Curve. Nomi che anche se letti sul muso di un bus, sono sufficienti ad evocare i momenti più belli della storia delle corse. Poi basta scendere a una qualsiasi di queste fermate per scoprire che, dopo aver fatto pochi passi in mezzo al bosco, puoi aggrapparti alle reti e veder sfrecciare le vetture come missili sotto il tuo naso, assaporando odore di gomma, freni e benzina, oltre alla musica sopraffina prodotta dai propulsori. In certe zone della pista, lo spettacolo è davvero ravvicinato. E di notte, ammirare i proiettori a Led delle vetture che illuminano a giorno il bosco e i dischi freno che diventano incandescenti al pari delle fiammate dagli scarichi, è realmente unesperienza strepitosa.   Le Mans, quindi, la vivi tutta dun fiato. Ti entra dentro e dopo la prima volta non la dimentichi più. In particolare, e qui arriva laltro motivo per cui riteniamo che la Ventiquattrore sia così generosa con gli appassionati, se ami visceralmente le automobili e i motori. La Formula 1 o la Formula E, ad esempio, sono omologate e standardizzate. I regolamenti sono ingessati, dunque i layout tecnici e aerodinamici rendono, banalmente, tutte le vetture quasi identiche. Almeno a livello sensoriale quando le vedi girare in pista da spettatore. Nel campionato Fia WEC e alla 24 Ore di Le Mans, invece, lo scenario tecnologico è più vasto e variegato di qualsiasi altra categoria motoristica. Si passa dai prototipi ibridi come la Toyota TS050 alle LMP1 con il solo motore termico, fino alle affascinanti LMP2 prototipo di categoria inferiore. Ma soprattutto ci sono le GTE (Gran Turismo Endurance), cioè le derivate dalla serie. E, in quanto tali, sfoggiano soluzioni tecniche completamente diverse una dallaltra: dal 6 cilindri boxer aspirato della Porsche 911 RSR (che ha trionfato, sia in classe PRO, sia AM) al motore centrale-posteriore sovralimentato delle eterne rivali di Le Mans, Ferrari e Ford (rispettivamente V8 e V6). Oppure ci sono i motori V8 anteriori di Aston Martin, Corvette e BMW M8 GTE, con questultima che ha anticipato in pista il design della derivata stradale Serie 8 Coupé, svelata in anteprima proprio a Le Mans venti ore prima dellinizio della gara. Il senso di appartenenza. Tutte queste differenze tecniche, per lappassionato dietro alle reti, si traducono in una varietà di percezioni uditive e visive senza precedenti. Puoi ascoltare suoni diametralmente opposti fra una vettura e laltra: dallacuto lacerante del boxer di Stoccarda ai boati sommessi dei motori turbocompressi, che scoppiettano in rilascio e fischiano in accelerazione. Ma un occhio attento coglie anche le sfumature nel comportamento dinamico di ognuna, sia fra le GTE stesse, ma in particolare fra queste ultime e i prototipi. Basta sistemarsi alle velocissime Porsche Curve poco prima dellarrivo, per esempio, per rendersene conto: le LMP1 arrivano in sesta marcia piena, alleggeriscono leggermente per favorire linserimento in curva, poi di nuovo giù tutto, con le carrozzerie visibilmente schiacciate al suolo grazie alla downforce pazzesca generata. Le GTE, nella medesima curva, staccano vistosamente e scalano due rapporti, perché il grip aerodinamico è notevolmente inferiore. Cè una cosa, però, che mette tutti daccordo: il senso di appartenenza a un evento così speciale e unico nel suo genere. Dopo ventiquattrore, se arrivi alla fine e non crolli prima, hai comunque vinto la tua 24 Ore. Che tu sia un pilota, un meccanico o semplicemente lappassionato aggrappato alla rete. […]

  • ZF – Novità per le ibride e le autonome
    on 18 giugno 2018 at 10:20

    Chi ha guidato un’auto con il cambio robotizzato conosce bene il buco di coppia, ovvero la momentanea interruzione della trasmissione del moto alle ruote che si verifica quando si passa da un rapporto a quello superiore. Ciò è dovuto allinevitabile processo del cambio marcia e si verifica dal momento in cui viene tolto il gas e aperta la frizione fino a quello in cui linnesto si chiude e viene riaccelerato il motore. Lelettrico aiuta il robotizzato. Nel tempo, sono state presentate varie soluzioni al problema, di solito mediante un motore elettrico posto nel cambio stesso o accanto a esso, ma finora nessuna di queste proposte è stata messa in produzione. Oggi ci prova la ZF, che ha realizzato un prototipo montando il suo assale posteriore elettrico eAxle su una vettura dotata di trasmissione manuale automatizzata. Si tratta di una Dacia Duster (versione per lIndia) 1.5 dCi da 109 cavalli, a cui saggiungono gli 80 kW (122 CV) del motore elettrico posteriore. Un primo assaggio, nel corso di un evento della ZF nel circuito di Hockenheim, mostra il tipico comportamento dei robotizzati se il sistema elettrico aggiuntivo è disattivato, con un marcato buco di coppia; ma basta inserire leAxle per ottenere una progressione pressoché uniforme. Il tecnico che mi accompagna nel test confessa che non è stato facile calibrare il sistema: allinizio lapporto di coppia era eccessivo e la vettura accelerava più del dovuto. Adesso, invece, il sistema sembra già maturo. Ibrido plug-in low cost. Inoltre, la presenza del motore elettrico posteriore e di una batteria ricaricabile tramite la rete consente di ottenere tutte le tipiche funzioni delle ibride plug-in, dalla trazione 4×4 elettrica alla marcia a corrente, passando per il recupero di energia in rilascio e in frenata. Secondo la ZF laccoppiata cambio robotizzato-motore elettrico posteriore è ideale per ibridizzare vetture di fascia bassa e media a costi ragionevoli. Nei prossimi anni vedremo se tale soluzione troverà un suo spazio.   Sospensioni attive. Nel corso dello stesso evento la ZF ha presentato unaltra novità, ovvero le sospensioni attive sMotion. Si tratta di speciali ammortizzatori con smorzamento variabile a controllo elettronico, dotati anche di un attuatore elettroidraulico in grado di alzare o abbassare lo stelo dellammortizzatore stesso e così ridurre drasticamente i movimenti del corpo vettura in curva o sulle sconnessioni della strada. Per mostrare le possibilità del sistema, a vettura ferma (una Volkswagen Touran) un ingegnere della ZF mi mostra come sia possibile far oscillare la macchina in senso trasversale o longitudinale o anche parallelamente al suolo con frequenza via via più alta.La differenza si sente. Una volta in marcia, la differenza tra sistema disattivato e inserito è evidente: in questultimo caso il rollio e il beccheggio si riducono parecchio e leffetto è più avvertibile se le sMotion vengono attivate nel mezzo di una curva presa allegramente. In tal caso, il coricamento laterale della macchina si riduce istantaneamente. Se poi si passa a 15 km/h su rallentatori posti in sequenza sfalsata tra le ruote di sinistra e di destra, con il sistema disattivato la Touran si scuote parecchio, mentre ripetendo il test con le sospensioni attive in funzione il disturbo per conducente e passeggeri viene drasticamente limitato. proprio ciò che sta alla base dello sviluppo del sistema, in ottica di vetture a guida autonoma: si cerca infatti di realizzare una marcia il più possibile confortevole, per evitare (perlomeno nei percorsi rettilinei) il mal dauto che si verifica quando non si presta attenzione alla strada. Naturalmente, le sospensioni sMotion funzionerebbero al meglio integrandole con i sistemi che tengono sotto controllo lambiente attorno alla vettura, come già accade su certe ammiraglie dotate di sospensioni pneumatiche attive e con gli altri dispositivi che gestiscono la dinamica, quali il servosterzo elettrico o la sterzatura del retrotreno. […]

  • Dieselgate Audi – Arrestato il ceo Rupert Stadler
    on 18 giugno 2018 at 9:26

    Il gruppo Volkswagen ha confermato ai microfoni della Reuters l’arresto in Germania dell’amministratore delegato dellAudi, Rupert Stadler, annunciando che è già in corso l’udienza preliminare per il rinvio a giudizio. Per il pubblico ministero di Monaco ci sarebbe il “rischio di occultamento delle prove”.Legato all’inchiesta del dieselgate. Nei giorni scorsi erano scattate le perquisizioni in relazione alle numerose inchieste legate al dieselgate (qui tutte le tappe dello scandalo emissioni) e Stadler era uno dei sospettati. Per il momento non si conoscono ulteriori dettagli e non è stato rilasciato alcun comunicato ufficiale da parte dell’Audi.&nbs […]

  • Volvo S60 e S60 Polestar – Nuovi teaser in attesa della presentazione
    on 18 giugno 2018 at 8:41

    A pochi giorni dall’unveiling di tutte le informazioni ufficiali, fissato per il 20 giugno, la Volvo ha diffuso alcuni teaser della S60, il rinnovamento della gamma è iniziato dalla V60 con carrozzeria wagon, svelata in Scandinavia, mentre saranno gli Stati Uniti a tenere a battesimo la berlina S60. La S60 Polestar con il powertrain ibrido. Per tenere viva l’attenzione la Volvo ha diffuso i teaser della S60 e della sua futura versione sportiva Polestar Engineered, confermando che quest’ultima sarà esclusivamente riservata alla plug-in hybrid T8 Twin Engine da 415 CV, aprendo a una nuova gamma di modelli pensati per unire la guida più dinamica all’elettrificazione. Tutta la personalità nel volume posteriore. Nei teaser possiamo osservare alcuni dettagli del frontale delle due versioni, che in realtà riprende lo stile della V60. La S60 sarà tutta nuova nella zona posteriore, con i gruppi ottici a Led ispirati a quelli della sorella maggiore S90. […]

  • 24 Ore di Le Mans – Doppietta per la Toyota in LMP1, Porsche domina la GTE
    on 17 giugno 2018 at 13:46

    La Toyota Gazoo Racing ha trionfato nella 24 Ore di Le Mans, conquistando la doppietta: l’equipaggio #8 con Kazuki Nakajima, Sébastien Buemi e Fernando Alonso ha tagliato il traguardo davanti all’altra TS050 Hybrid #7 guidata da Conway, Kobayashi e Lopez. Terza e quarta posizione assoluta per le due Rebellion Racing che hanno chiuso con parecchi giri di ritardo rispetto alle due ibride.Battuta la sfortuna. Il trionfo della Toyota a Le Mans era obiettivamente un risultato facilmente pronosticabile, ma negli anni passati abbiamo imparato a non sottovalutare le mille insidie della celebre gara di durata, che ha giocato brutti scherzi agli uomini bianco-rossi. Vincere la 24 Ore era ormai diventata una questione di principio per i giapponesi, che di sacrifici ne hanno fatti tanti. La gioia incontenibile all’interno dei box e i pianti liberatori dopo la grande fatica, dunque, sono del tutto sinceri e comunque sempre pregni di significato. Alonso festeggia allesordio. Fernando ha guidato egregiamente: pulito, veloce e sempre concentrato, ha dimostrato di essere un grande protagonista di questa ottantaseiesima 24 Ore di Le Mans, facendo dimenticare a tutti di essere un rookie nel Mondiale Endurance. Lo spagnolo sapeva benissimo di avere i riflettori puntati addosso e un qualsiasi errore non gli sarebbe stato perdonato facilmente. Invece, ha fatto tutto alla perfezione, rendendo così ancora più evidenti gli errori dei compagni Buemi e Conway, entrambi troppo veloci durante le slow zone. Ora Fernando è sempre più vicino al suo obiettivo, quello di emulare Graham Hill e conquistare la tripla corona: per farlo, adesso, dovrà vincere la 500 Miglia di Indianapolis.LMP2, vittoria schiacciante per la G-Drive. La vittoria di categoria non è mai stata messa in discussione. Jean-Eric Vergne, Roman Rusinov e Andrea Pizzitola hanno guidato alla perfezione, prendendosi la vittoria davanti alla Signatech Alpine Matmu A470. Un risultato per nulla scontato e va dato merito a JEV di aver condotto un ultimo stint di gara fenomenale, guidando alla perfezione per ben 4 ore e 20 minuti.Spettacolo nelle Gran Turismo. L’assenza della Porsche in LMP1 si sente, ma in compenso il marchio continua a dare spettacolo nelle categorie GTE-Pro e Am. Nella categoria Pro la Porsche GT Team può festeggiare una bella doppietta, con Michael Christensen, Kevin Estre e Laurens Vanthoor sul gradino più alto del podio. Resterà nella storia il duello senza esclusione di colpi fra la Porsche #91 di Makowiecki e la Ford GT #68 di Bourdais, che per un’intera ora hanno regalato uno spettacolo da manuale, senza esclusioni di colpi – soprattutto da parte del pilota della Porsche – che la direzione gara aveva anche messo sotto inchiesta, prima di decidere di non penalizzare nessuno.  La Dempsey – Proton Racing può invece festeggiare la vittoria nella categoria GTE-Am. La #77 ha preceduto le Ferrari #54 dello Spirit of Race e la #85 del team Keating Motorsport. […]

  • 24 Ore di Le Mans – Toyota domina in LMP1, Porsche in GTE-Pro e Am
    on 17 giugno 2018 at 9:17

    La notte è passata tranquilla sul Circuit de la Sarthe, dove è in corso l’ottantaseiesima edizione della 24 Ore di Le Mans. Abituati agli sconvolgimenti in classifica che la notte ha portato nelle passate edizioni, questa volta tutto è andato più o meno bene. E ora, che mancano sole 4 ore alla bandiera a scacchi, facciamo il punto della situazione.La Toyota continua a dominare. Alle prime luci dell’alba, abbiamo assistito al sorpasso che potrebbe decidere la gara: Nakajima, alla guida della TS050 Hybrid, ha prima annullato lo svantaggio nei confronti della vettura gemella guidata da Kobayashi e poi è riuscito a prendere la leadership della corsa. Da lì in avanti, il giapponese della #8 – compagno di squadra di Alonso e Buemi – ha cominciato ad accumulare un vantaggio considerevole. L’unico imprevisto per le Toyota è rappresentato da una penalizzazione con uno stop and go per Buemi prima e per Conway dopo, entrambi per aver superato il limite di velocità nelle slow zone. Dietro le Toyota, il vuoto: la Rebellion, prima delle inseguitrici, ha 11 giri di ritardo dalle ibride giapponesi.Così nelle altre categorie. Nella LMP2, la G-Drive #26 è saldamente in prima posizione con due giri di vantaggio sulla Signatech Alpine Matmut, mentre in terza posizione troviamo la Idec Sport #48. In GTE-Pro continua la cavalcata della Porsche, con la 911 RSR #92 – caratterizzata dalla livrea rosa – che ha un giro di vantaggio sulla vettura gemella #91 che però ha un giro di ritardo e che sembra avere qualche problema di inserimento e la cosa sta andando a vantaggio di Bourdais, alla guida della Ford #68 del team Chip Ganassi, attualmente terzo. Il duello tra i due è tra i più belli di tutta la gara e sta letteralmente dando la sveglia ai tifosi, in tribuna come a casa. Nella GTE-Am, la Porsche #77 rimane ancora davanti con un giro di vantaggio sulla Ferrari 488 #85 del team Keating Motorsports, mentre in terza posizione troviamo l’altra vettura del Cavallino, la #54 del team Spirit of Race. […]

  • Audi A1 – Nuovo teaser della piccola tedesca
    on 17 giugno 2018 at 8:01

    L’Audi ha diffuso un ulteriore teaser della nuova A1. L’immagine non aiuta a definire in maniera chiara il design della seconda generazione della vettura, ma insieme alla grafica la Casa ha rilasciato anche un interessante dato tecnico: la gamma potrà contare su propulsori fino a 200 CV e su nuove sospensioni. Entro pochi giorni saranno diffuse le informazioni principali, mentre il debutto mondiale dovrebbe avvenire al Salone di Parigi.     Caratteristiche. Queste informazioni confermano quello che già sappiamo: la A1 sfrutterà la medesima piattaforma modulare Mqb della nuova Volkswagen Polo, ereditandone quindi anche la gamma dei propulsori, tra i quali spicca proprio il 2.0 TSI da 200 CV attualmente proposto sulla Polo GTI. Da un precedente teaser sappiamo anche che gli interni della A1 saranno molto diversi dagli attuali, con un nuovo displaytouch integrato nella palpebra della plancia e abbinato al virtual cockpit digitale che sostituisce la strumentazione tradizionale. […]

  • Hyundai Kona Electric – Al volante della versione long range da 64 kWh – VIDEO
    on 17 giugno 2018 at 7:00

    Con la Ioniq elettrica, la Hyundai ha dimostrato di saper spremere a dovere batterie non particolarmente capienti: pur contando su soli 28 kWh, la berlina coreana può infatti vantare un’autonomia media di 180-200 chilometri in condizioni reali. per questo che la variante a emissioni zero della Kona va seguita da molto vicino: oltre a essere la prima Suv 100% elettrica, escludendo la proposta squisitamente premium della Tesla Model X, la crossover di Seul si presenta con una quantità di celle agli ioni di litio piuttosto importante: 39,2 kWh nel caso della versione short range (accreditata di 312 chilometri di autonomia, secondo il nuovo e più realistico ciclo di omologazione Wltp) e ben 64 kWh per la top di gamma, in grado di spingersi fino a 482 chilometri dichiarati. Anteprima in Germania. Nei dintorni di Francoforte ho guidato, per circa 200 chilometri, la variante più prestazionale della Kona Electric (forte di 204 cavalli, contro i 136 della versione base, mentre la coppia massima, in entrambi i casi, è di 395 Nm): un primo contatto, descritto in questo video, che conferma sia le buone qualità del progetto originale (equilibrato e gradevole da guidare) sia il livello raggiunto dalla tecnologia coreana. Già, perché l’elettrica si è distinta per il consumo contenuto, anche in autostrada, chiudendo il percorso con una media di 14,1 kWh/100 km. Un dato in sostanziale sintonia con quello dell’omologazione, che fa ben sperare. La vettura potrà essere ordinata a partire dall’estate, con consegne previste subito dopo l’estate. […]

  • CATEGORIE

  • Newsletter

    Subscribe to our mailing list

    * indicates required

    Email Format


  • Social

    Visit Us On FacebookVisit Us On TwitterVisit Us On YoutubeVisit Us On GooglePlusCheck Our FeedVisit Us On LinkedinVisit Us On Pinterest
  • motorsbreakingnews

  • Find us on Facebook


  • ga('create', 'UA-50748297-1'); ga('require', 'linkid'); ga('send', 'pageview'); ga('set', 'anonymizeIp', true);