Quattroruote.it

  • Ford Focus ST – Le prestazioni del 2.3 turbo da 280 CV
    on 26 Giugno 2019 at 10:04

    La Ford ha confermato i dati prestazionali della Focus ST con propulsore 2.3 turbo benzina da 280 CV e 420 Nm, proposto in alternativa al 2.0 diesel da 190 CV con carrozzeria cinque porte e wagon. 5,7 secondi per toccare i 100 km/h. La Focus ST tocca una punta massima di 250 km/h e raggiunge i 100 km/h in 5,7 secondi (versione cinque porte), un dato migliore di otto decimi rispetto alla versione precedente da 250 CV. Il risultato non è solo dovuto alla maggiore potenza, ma a tutte le soluzioni tecniche adottate, come il miglioramento della risposta dalla turbina twin-scroll grazie alla funzione anti-lag e alla wastegate a controllo elettronico, oltre alla possibilità di cambiare marcia con il manuale sei rapporti senza sollevare l’acceleratore. Entro la fine del 2019 la Ford presenterà anche una variante con cambio automatico sette marce della Focus ST, della quale ancora non si conoscono i dati prestazionali. Le soluzioni tecniche per la guida sportiva. Non va dimenticata infine la presenza del differenziale anteriore autobloccante a controllo elettronico, con frizioni idrauliche che possono distribuire fino al 100% della trazione su una delle ruote. La ST cinque porte può essere inoltre dotata delle sospensioni a controllo elettronico che modificano la taratura in base alla modalità di guida selezionata. Optando per il Performance Pack è inoltre possibile avvalersi anche del Launch Control, delle luci di cambiata e del Track Mode per una guida ancora più sportiva. […]

  • BMW – Fröhlich: “Lunga vita per benzina e diesel”
    on 26 Giugno 2019 at 9:19

    Il BMW #NextGen è un evento diverso dalle solite presentazioni stampa: si è tenuto il 25 giugno 2019 al Welt di Monaco, ledificio accanto al museo e alla sede della Casa bavarese, ed è stato una sorta di esposizione della tecnologia attuale e futura della BMW, dalle nuove Serie 1 e Serie 3 Touring fino alla concept Vision M Next, senza dimenticare gli argomenti caldi quali connettività, car sharing, guida autonoma ed elettrificazione. E proprio su questultimo tema Klaus Fröhlich, membro del consiglio d’amministrazione con responsabilità su ricerca e sviluppo e divisione moto, rispondendo ai giornalisti ha chiarito alcuni aspetti.Diesel e benzina rimarranno in gamma a lungo. Primo concetto: i motori a benzina e diesel saranno protagonisti ancora a lungo. Perché il mondo è fatto di luoghi diversi, con diversi tipi di clienti e di infrastrutture. E, quindi, se in Cina si prevede un grande successo della auto a batteria, in Europa, perlomeno nel medio periodo, saranno le ibride plug-in a prevalere, perché consentono di coniugare le emissioni zero nelluso quotidiano con la fruibilità delle vetture tradizionali sui lunghi percorsi. Negli Stati Uniti, invece, a parte la California e le grandi città della costa atlantica, lelettrico non sfonderà: il basso prezzo del carburante e la tradizione consolidata fanno sì che i clienti vogliano cavalli e divertimento dai motori a benzina. Indipendenti dalle terre rare. Ciò non toglie che la BMW sia pronta ad allestire una versione esclusivamente a batterie di ogni modello della gamma, grazie a scelte strategiche fatte da tempo. Che, tra laltro, comprendono quella di aver sviluppato da subito un motore elettrico a magneti permanenti che fa a meno delle terre rare, materiali strategici di cui la Cina è di fatto monopolista. Inoltre, la Casa di Monaco ha stipulato da tempo contratti di fornitura con le aziende minerarie del Marocco e dellAustralia per lapprovvigionamento di litio e cobalto per le batterie, materiali che poi vengono girati ai produttori delle celle.L’idrogeno è lontano. La BMW, invece, non vede un futuro a breve per le celle a combustibile sulle vetture: per una questione di costi, oggi assai più elevati di quelli delle batterie, e per la scarsità dei punti di rifornimento dellidrogeno. La Casa prevede invece che in pochi anni possano essere adottate nei camion, dove le batterie non hanno senso (per garantire unautonomia adeguata ne servirebbero tante da pesare sei tonnellate) e i costi hanno meno importanza. Inoltre, basterebbe una rete di distributori di idrogeno sulle principali autostrade per garantire un servizio efficiente. La ricarica rapida va usata con parsimonia. Tornando allauto elettrica classica, i piani della BMW sono stati confermati e addirittura accelerati, tanto che i 25 modelli elettrificati previsti per il 2025 sono stati anticipati al 2023. Ciononostante, Fröhilich ricorda come lauto a batteria non sarà mai identica nellimpiego a una tradizionale: serve un cambio di abitudini, perché anche la ricarica fast a corrente continua, di cui la BMW è promotrice assieme ad altri costruttori tramite il consorzio Ionity, secondo il tecnico va impiegata con parsimonia, visto che alla lunga danneggia gli accumulatori.Alcuni motori spariranno. Tornando al destino dei motori a combustione interna, il boss della R&D del gruppo BMW ha annunciato che in futuro nella gamma spariranno il tre cilindri e il sei cilindri a gasolio, mentre per i benzina il V12 è a rischio: la limitata diffusione non giustifica i costi necessari per adeguarlo alle diverse normative in vigore nelle varie parti del mondo, continuamente in divenire. Anche perché un sei cilindri turbo abbinato a un elettrico garantisce le stesse prestazioni. […]

  • Porsche – Richiamo per 340.000 auto
    on 26 Giugno 2019 at 8:52

    La Porsche richiamerà circa 340.000 esemplari di Cayenne e Panamera prodotti a partire dal 2002 per controllare un levaraggio del cambio automatico che potrebbe presentare un’usura anomala.Possibili problemi al blocco della trasmissione. Secondo le informazioni fornite dalla casa costruttrice, ci sarebbe il rischio che un componente usurato possa rendere inefficiente il blocco della trasmissione nella posizione di parcheggio, facendo così muovere la vettura nel caso essa sia posteggiata in pendenza. Quasi un terzo dei veicoli coinvolti si troverebbero negli Stati Uniti, mentre circa 25.000 unità sono state vendute in Germania. […]

  • Guida autonoma – Apple acquista la start-up Drive.AI
    on 26 Giugno 2019 at 8:30

    Il colosso dell’informatica Apple ha acquistato la Drive.AI, una startup specializzata in tecnologie per la guida autonoma. L’acquisizione rappresenta un segnale di rinnovato interesse della multinazionale di Cupertino per un progetto, denominato Titan, che rimane però ancora ammantato da un alone di mistero.Una mossa per assumere ingegneri. La Drive.AI è sostanzialmente una società ormai inattiva. Fino a pochi mesi fa gestiva una piccola flotta di veicoli a guida autonoma per condurre un programma di sperimentazione e sviluppo sulle strade del Texas e fornire un servizio di robotaxi nella città di Arligton su tracciati prefissati. Pochi giorni fa, però, è stata inviata alle autorità di vigilanza della California una notifica per avvisare della liquidazione di tutte le attività con il licenziamento di 90 persone. Per la Apple si tratta dunque di una mossa comune a molte grandi imprese della Silicon Valley: si acquista una startup in difficoltà principalmente per assumere i suoi ingegneri. Un’operazione del genere viene chiamata, in gergo, “acqui-hire” (acquistare per assumere).Nessuna indicazione sull’esborso. Da Cupertino non sono arrivare indicazioni sull’entità dell’investimento effettuato: due anni fa, però, la Drive.AI è stata valutata circa 200 milioni di dollari (176 milioni di euro). Vista la situazione di sostanziale liquidazione, l’esborso per la Apple potrebbe essere stato decisamente inferiore. Al di là di quanto stanziato, l’acquisizione rappresenta comunque un nuovo segnale dell’interesse della multinazionale fondata da Steve Jobs per lo sviluppo delle tecnologie per veicoli senza conducente. La società ha lanciato diversi anni fa il progetto Titan, reso famoso non dai risultati raggiunti ma dalle frequenti frenate e ripartenze. La Apple non ha mai svelato le sue reali intenzioni nel campo della guida autonoma anche se molto probabilmente il suo obiettivo è replicare la strategia perseguita da Waymo. La società nata da una costola del progetto Google-Car punta non tanto a una produzione di massa di auto senza conducente quanto a creare un ecosistema di componenti software e hardware con cui rifornire il settore automobilistico. Il rilancio delle ambizioni. Fino a qualche anno fa sembrava che la Apple volesse abbandonare il suo progetto ma negli ultimi mesi diverse notizie hanno fatto ripartire le speculazioni e rilanciato l’ipotesi che l’obiettivo sia realizzare un’auto completa in tutte le sue parti. I collaudi sono stati intensificati e la società ha assunto diverse figure apicali, che hanno deciso di lasciare la Tesla per passare, o tornare, a Cupertino.  il caso del designer Andrew Kim, del responsabile dei motori elettrici Michael Schwekutsch e soprattutto dell’ingegnere Doug Field, che ha ricevuto l’incarico di guidare insieme a Bob Mansfield le attività e i cinque mila tecnici e specialisti al lavoro su servizi e componenti chiave per i veicoli senza conducente. Field ha avviato un’ampia riorganizzazione del progetto Titan con una profonda revisione delle posizioni e delle responsabilità interne che ha portato anche al licenziamento di 200 persone e allo stesso tempo all’apertura di diverse ricerche per l’assunzione di tecnici qualificati. […]

  • Porsche Cayenne Coupé – Arrivano gli accessori Exclusive Manufaktur
    on 26 Giugno 2019 at 8:15

    Il reparto Exclusive Manufaktur è già pronto a offrire delle personalizzazioni dedicate alla Porsche Cayenne Coupé. L’ultima nata della Casa tedesca punta alla sportività e alle prestazioni e i clienti potranno aggiungere ulteriori personalizzazioni per rendere unico il proprio esemplare.Le personalizzazioni. La vettura delle immagini ufficiali è equipaggiata con gruppi ottici anterori oscurati e fari posteriori trasparenti. Ai più attenti non sfuggiranno, inoltre, le maniglie delle portiere dipinte di nero lucido e i paraurti sono interamente verniciati nel colore della carrozzeria, mentre i cerchi in lega sfoggiano una finitura bicolore. L’abitacolo è rivestito con pellami color bianco e nero dalle cuciture rosse a contrasto, mentre volante, plancia e pannelli porta adottano inserti in fibra di carbonio.Da 340 a 550 CV. La Cayenne Coupé è stata presentata in due versioni: V6 3.0 da 340 CV, S con il 2.9 biturbo da 441 CV e la Turbo con il V8 4.0 da 550 CV. La vettura è già ordinabile in Italia con prezzi a partire da 86.692 euro ed è configurabile sul sito ufficiale.&nbs […]

  • Opel – Svelati i motori della Corsa
    on 26 Giugno 2019 at 7:00

    Dopo il debutto della versione elettrica, la Opel ha svelato l’intera gamma della sesta serie della Corsa. La piccola tedesca è frutto delle sinergie con il gruppo PSA e per questo utilizza la medesima piattaforma Cmp della Peugeot 208 lanciata al Salone di Ginevra nel marzo scorso. Leggera e connessa. A fronte di dimensioni identiche al modello precedente, con 4,06 metri di lunghezza, la Opel Corsa è riuscita con la nuova piattaforma a ridurre del 10% circa la massa totale, scendendo su alcuni allestimenti fino a un minimo di 980 kg. Il dinamismo della linea è inoltre sottolineato dall’abbassamento di 48 mm del tetto, dato a cui non corrispondono però sacrifici per il confort interno. Nell’abitacolo spicca la posizione dominante dell’infotainment, che in base alle versioni offre un display da 7 o 10 con la possibilità di accedere ai servizi Opel Connect per le condizioni del traffico, il costo del carburante, la chiamata d’emergenza e l’assistenza in caso di guasto.Benzina e diesel da 75 a 130 CV. Al debutto la Opel Corsa sarà declinata nelle versioni benzina 1.2 tre cilindri aspirato da 75 CV e turbo nelle versioni da 100 o 130 CV, mentre per il diesel troviamo il solo 1.5 da 100 CV. Il cambio manuale cinque marce è di serie sulla entry level benzina da 75 CV, mentre l’automatico otto rapporti è di serie sulla 130 CV e opzionale sulla 100 CV benzina. Prestazioni sportive per la 1.2 Turbo 130 CV: 208 km/h di velocità massima e 8,7 secondi per toccare i 100 km/h da fermo. La Opel ha fornito anche i dati preliminari di consumo medio nel ciclo Wltp: 5,3-6,1 l/100 km e 119-136 g/km per il modello da 75 CV, 5,3-6,4 l/100 km e 121-137 g/km per il 100 CV benzina, 5,6-6,4 l/100 km e 127-144 g/km per il 130 CV e 4,0-4,6 l/100 km e 104-122 g/km per il diesel 100 CV. Edition, Elegance e GS Line. Gli allestimenti previsti, dei quali ancora non si conoscono i prezzi di listino, includeranno le inedite versioni Edition GS Line ed Elegance. Particolarmente ricca anche la dotazione di Adas con frenata d’emergenza, cruise control attivo, Lane Keep Assist, Park Pilot con telecamera a 180 gradi e riconoscimento dei segnali stradali. Non vanno dimenticati infine i gruppi ottici anteriori ItelliLux Led a matrice.La versione elettrica percorre 330 km con un pieno di elettroni. La Corsa-e rappresenta la novità assoluta della gamma e per la prima volta la versione elettrica affianca quelle tradizionali nei listini. Il powertrain è lo stesso della Peugeot e-208, con il propulsore da 136 CV e 250 Nm e le batterie da 50 kWh che assicurano 330 km di autonomia nel ciclo Wltp e tempi di ricarica fino a 30 minuti per l’80% dell’energia.&nbs […]

  • Lancia Ypsilon – Una settimana con la 1.2 Black and Noir [Day 3]
    on 26 Giugno 2019 at 6:30

    La protagonista del Diario di bordo di questa settimana è la Lancia Ypsilon 1.2 benzina Black and Noir. Lunga tre metri e 84 cm, larga 168 cm e alta 152 cm, la piccola italiana ha un bagagliaio da 245 litri e può trasportare fino a cinque persone. Il suo quattro cilindri da 69 CV e 102 Nm con cambio manuale a cinque rapporti le consente di toccare una velocità massima di 163 km/h e di scattare da 0 a 100 km/h in 14,8 secondi: il consumo medio dichiarato è di 5,3 l/100 km, mentre il peso si attesta sui 1.040 kg. Lesemplare a nostra disposizione sfoggia la speciale verniciatura bicolore nero opaco/lucido (900 euro) che ha dato il nome a questo particolare allestimento e dispone del pack Radio (400 euro) con sistema multimediale touch e volante di pelle con comandi integrati e del pack Comfort (350 euro) con alzacristalli elettrici posteriori, sedile con regolazione lombare, schienale posteriore sdoppiato 60/40 con omologazione quinto passeggero e maniglia di appoggio. Ci sono poi i sensori di parcheggio (350 euro), i fendinebbia (300 euro), gli specchietti elettrici (150 euro) e il terminale di scarico cromato (150 euro). Il listino di questa versione parte da 14.300 euro ma, aggiungendo gli optional presenti sul nostro esemplare, il prezzo sale a 16.900 euro. Per avere la stessa versione con alimentazione bifuel benzina/gpl si spendono 16.300 euro, mentre per la bicilindrica Twinair a metano il listino parte da 18.050 euro. Parlando della meccanica, non ci sono novità sul milledue tranne per il fatto che adesso è omologato Euro 6d-Temp (119 g/km di CO2), mentre le sospensioni si affidano al consueto (per la categoria) abbinamento tra un McPherson anteriore e un assale inteconnesso al posteriore. Toh, chi si rivede [Day 1]. difficile parlare di una vettura presente nei listini dal 2011 e di cui si conosce già praticamente tutto. Eppure, solo nel 2018, giusto per citare un dato, di Ypsilon ne sono state vendute 48.555 e da gennaio a maggio di questanno sono già 30.332 quelle immatricolate. Non male, per una citycar non più freschissima e sulle cui spalle poggiano per intero (purtroppo) le sorti di una casa gloriosa come la Lancia. Questa Black&Noir, gioca sulle varianti del nero, proponendo una carrozzeria bicolore opaco/lucido che può piacere o meno, ma ha il dono di rendere più moderno il suo look grazie anche alleffetto total black di cerchi e modanature. Appena mi siedo al volante, ritrovo subito un elemento che già in passato non mi era piaciuto. Mi riferisco ai sedili e allo strano effetto che fanno: invece di accoglierti, hanno un’imbottitura rinforzata al centro che tiene la seduta rialzata e può risultare scomoda. Il motore milledue, altra vecchia conoscenza, non è mai stato un fulmine e per avere un po di brio bisogna tenerlo su di giri. Ma, una volta nel traffico, ecco che la Ypsilon sfodera i migliori numeri del suo repertorio, quelli, per intenderci, che la rendono ancora così ricercata. Comodità, maneggevolezza, buona visibilità e comandi morbidi (frizione, sterzo e cambio) fanno la differenza nella marcia urbana e la rendono ancora competitiva rispetto a citycar ben più moderne. Certo, rispetto a queste ultime, è evidente il gap generazionale, non fosse altro che per la mancanza di importanti accessori, come, per esempio, gli Adas, non disponibili nemmeno a pagamento. Cosimo Murianni, redazione Inchieste Punta tutto sul confort [Day 2]. Spesso regina del segmento B, e quasi sempre nella top five delle auto più vendute del nostro mercato, dal mese scorso la Lancia Ypsilon è disponibile nel nuovo allestimento Black and Noir, in vendita a 500 euro in più rispetto al classico Elefantino Blu. Basta unocchiata alla lista degli optional per scoprire che non solo i sensori di pioggia, il Cruise control e climatizzatore automatico si devono pagare a parte, ma anche lomologazione del quinto posto, il divano posteriore sdoppiato (60/40) e i tre poggiatesta fanno parte di un pacchetto a richiesta. In ogni caso, dietro lo spazio è abbastanza buono per due persone (solo i più alti toccano il cielo con la testa) e, per quanto riguarda la capacità di carico, il pratico sistema di sgancio del divano consente di abbattere gli schienali anche da dietro. Il piano che si forma, però, non è perfettamente livellato, anche perché si crea un vistoso gradino. Frizione abbastanza leggera, cambio manuale morbido e dagli innesti poco contrastati sono fra le principali qualità della Ypsilon, che conquista la maggior parte dei suoi fan puntando sullestetica gradevole e, soprattutto, sul confort generale. Ai sedili molto morbidi, infatti, si aggiungono un diametro di sterzata abbastanza ridotto, che ne aumenta lagilità in fase di manovra (i sensori di parcheggio posteriori sono di serie), la buona insonorizzazione complessiva e lottima capacità di assorbimento delle sospensioni, che non temono pavé, sconnessioni e buche, anche quelle più ostiche. Alessandro Carcano, redazione Mercato Il segreto delleterna giovinezza [Day 3]. Evitiamo ogni fraintendimento. A me questa Ypsilon Black and Noir, la 34esima versione speciale in una saga che dura, tra cambi di nomi e di meccanica, da 34 anni, suscita un unico, forte, prorompente sentimento: invidia. Mettetevi nei miei panni di ex fanciulla ormai sulla soglia di unetà che un tempo sarebbe già stata veneranda. E guardate con me questa vettura che, paragonando laspettativa di vita di umani e automobili, sarebbe mooolto, ma mooooolto, più prossima di me al pensionamento. Mentre stendo (ovviamente) un velo pietoso sulla mia data di nascita, della sua non faccio mistero: 2011. Quindi, la sua curva di popolarità dovrebbe essere in fase calante, un po come la mia (a stento riesco a conservarmi un quasi-marito). E invece, che cosa ti combina la cugina della Panda (le due condividono la piattaforma)? Tra gennaio e aprile mette a segno il miglior quadrimestre della sua storia: in 24.200 hanno firmato un contratto per averla, incoronandola reginetta del suo segmento e la seconda auto più venduta in assoluto sul mercato italiano (dal 2017, lunico, peraltro, nel quale è commercializzata). Facendola avanzare verso quota tre milioni di consegne. Accidenti, lunica cui ambisco io è quota 100 (e nemmeno sul quel fronte ho grandi soddisfazioni). Un successo conquistato grazie allapprezzamento del pubblico femminile, che rappresenta il 70% degli acquirenti, donne per lo più sposate (oltre il 60%), in larga parte tra i 35 e i 55 anni, un terzo delle quali con un diploma o una laurea in tasca. Insomma, signore con un certa esperienza e cultura. Esigenti, probabilmente. Distinte, di sicuro. Con tanta voglia di distinguersi anche al volante. Eccolo qui il segreto dellultima discendente rimasta a tenere alti i fasti della nobile dinastia Lancia. Contrastare il passare degli anni rinnovandosi costantemente. Ai miei jeans sgualciti lei oppone la raffinatezza dellabito nero eppure double color, con quel gioco raffinato tra finitura lucida (calandra, portellone, fiancata) e opaca (tetto e cofano). Alla mia sempre più scarsa attenzione per il make-up, lei risponde con gli accenti di luce Rose Gold satinato (molto trendy), che fa risaltare anche lElefantino (dalle mie parti di elefantesco ci sono soltanto dettagli su cui preferirei sorvolare). E dentro, tutto è studiato nei minimi dettagli: tessuto con disegno Chevron nero e grigio, impunture in rosa. E dove di solito cè la plastica un rivestimento felpatino che a tutto fa pensare tranne che sia capitato lì per caso (il che non si può dire sempre del mio casual-grunge). E qui smetto di farmi del male, impegnandomi a imparare da chi, per conquistare, della gioventù non savvale. Manuela Piscini, redazione Attualit&agrav […]

  • Ford Puma – Ora è a ruote alte
    on 26 Giugno 2019 at 4:00

    Quando si va a recuperare il nome di un modello, oltre ventanni dopo, cè sempre un motivo. Anche quando, con la Puma, la Ford cambia completamente genere: passando, cioè, dalla piccola coupé del 1997, alla crossover di segmento B che abbiamo visto in anteprima. Perché, qualcosa in comune cè tra i due modelli, ossia la grinta e la personalità, incluse nel Dna Ford. Certo, poi oggi tutto è cambiato e il mercato chiede a gran voce vetture a ruote alte, anche poco ingombranti. Dotate, però, di contenuti e soluzioni da categoria superiore, per non rinunciare a nulla.Esordio a fine anno. il caso della nuova Puma, che arriverà nelle concessionarie alla fine dellanno: la lunghezza del modello è di quattro metri e 19, ben 14 centimetri in più della Fiesta, dalla quale la crossover eredita la base tecnica. Una taglia interessante, quindi, né piccola, né grande, solo un po più corta di quella di una delle principali rivali attuali, come la Volkswagen T-Roc (4,23 metri). Una categoria che si sta popolando sempre di più, perché nel primo trimestre dellanno prossimo arriverà pure la Peugeot 2008 di seconda generazione, che sarà lunga invece 4,3 metri. Dettagli da Focus. La Puma si presenta con forme intriganti ed equilibrate. Il frontale, dispirazione Focus, è ovviamente più alto, sempre con la calandra piuttosto larga e il cofano spiovente; sulla nuova auto, però, gli inediti gruppi ottici sono a sviluppo verticale. I tecnici e i designer della Ford si sono ingegnati per offrire più spazio possibile ai passeggeri: e lo si nota già dallesterno, per via degli sbalzi molto ridotti (soprattutto dietro) e per la scelta del passo lungo rispetto a quello della Fiesta. Notevole, inoltre, limpronta a terra garantita dai cerchi di lega, che possono arrivare fino a 19″. Riuscita e sportiva la parte finale del padiglione e della coda, grazie allampio spoiler, al lunotto spiovente e al diffusore, ad hoc nellallestimento ST Line: elementi che accrescono ancor di più la sensazione di dinamicità, anche se le forme, sulla crossover Ford, non vanno a discapito dello spazio interno. Anzi, la Casa dichiara per il bagagliaio una capacità di ben 456 litri, grazie a un vano ampio e ben sfruttabile. Che nasconde, tra laltro, una soluzione originale, offerta dal profondo pozzetto MegaBox da 80 litri ricavato nel piano di carico. In questo modo sulla Puma si possono trasportare in verticale oggetti anche molto ingombranti, senza dover reclinare gli schienali del divanetto. Da rimarcare anche il portellone che può essere motorizzato e il sedile dotato di massaggio lombare, due chicche per la categoria. Interni spaziosi. Labitacolo si basa su quello della Fiesta, ma qui, ovviamente, lariosità è superiore in virtù delle maggiori dimensioni (in tutte le direzioni) della vettura. Tra le dotazioni, spiccano la strumentazione, ora disponibile anche in versione digitale riconfigurabile Lcd da 12,3, e il multimediale Sync3 con monitor touch da 8″, compatibilità con Android Auto e Apple CarPlay e disponibile anche con ricarica wireless.Ibrida a 48 volt. Capitolo motori: benzina 1.0 EcoBoost mild hybrid 48 V, con potenze da 125 e 155 CV. Presente un sistema starter/generator azionato da una cinghia da 11,5 kW, che sostituisce lalternatore standard, permettendo il recupero dellenergia nelle decelerazioni e la ricarica di un pacco batterie agli ioni di litio. Dopo il lancio verranno introdotti una motorizzazione diesel e un cambio automatico a doppia frizione a sette marce, abbinato allEcoBoost.&nbs […]

  • Audi Q7 – Tutte le novità del restyling
    on 25 Giugno 2019 at 23:01

    La rinnovata Audi Q7 un po si avvicina alla Q8 e un po ne prende le distanze, ovviamente per evidenziare che si rivolge a una platea con esigenze differenti da quella che si orienta verso la SUV-coupé di Ingolstadt. La carta didentità della Q7, che sarà commercializzata dal prossimo autunno, indica anche che laggiornamento va al di là dellinevitabile facelift di metà carriera.Linea irrobustita. Levoluzione formale non intacca i lamierati, ma si si concretizza rivisitando le sovrastrutture della carrozzeria, ridefinendo gli stilemi e integrando gruppi ottici di nuovo disegno, naturalmente basati sulla tecnologia Led. Il risultato finale non solo conferisce alla Q7 uno sguardo più autorevole rispetto al passato, determinato dal frontale rimodellato sia dalla mascherina single frame ottagonale ispirata a quella della Q8 sia dallassottigliamento della fanaleria e dalle grosse prese daria inserite nel nuovo scudo paraurti, ma anche un aspetto più robusto. Veste in stile SUV. Questultimo è determinato anche dallesaltazione dellampiezza della vettura, dovuta tanto alle rinnovate zone sottoporta, che sottolineano anche laltezza da terra della Q7, quanto dallo sviluppo orizzontale impresso alla coda dai sottili gruppi ottici: i quali, ora, danno limpressione di percorrere il posteriore per tutta la sua larghezza, essendo raccordati da un profilo cromato. Infine, abbinamenti cromatici e protezioni inferiori del perimetro della carrozzeria, in aggiunta a quanto detto sinora, proiettano laspetto della rinnovata Q7 nel territorio frequentato dalle SUV più ortodosse, un ambito differente da quello in cui si inserisce la Q8.Interno altamente digitalizzato. La crescente diffusione della digitalizzazione non lascia immune la Q7 che, di conseguenza, allinterno offre un nuovo scenario. Questultimo si configura adottando la plancia ormai presente su tutte le Audi di grossa taglia, che imprime allambiente unatmosfera non solo al passo con i tempi, ma anche hi-tech, grazie a nuove interfacce utente. Il trapianto porta in dote display aptici; quello da 8,8 posizionato sulla consolle centrale, dal quale si comandano diversi servizi, e quello a centro plancia che, tra llatro, diventa da 10,1 con la versione più avanzata del sistema dinfotainment. Questultimo, al pari di quello visto sulla recente SQ8 TDI, può integrare anche lassistente vocale Alexa di Amazon, godere della funzione che permette di seguire londa verde dei semafori grazie alla connettività Car-To-X e offrire la possibilità, dopo lacquisto della vettura e anche solo per periodi definiti, di fruire di servizi on-demand. Solo versioni mild-hybrid. La nuova famiglia della Q7, che affianca sempre alle versioni a cinque posti quelle con abitacolo per sette persone e ora monta sospensioni adattive pneumatiche di serie, arriva ai nastri di partenza con tre motorizzazioni. Infatti, ai già noti turbodiesel V6 di 3 litri, con potenza di 231 CV nel caso della versione 45 TDI e di 286 CV per la 50 TDI, ora si contrappone ununità sovralimentata a benzina di pari cilindrata e frazionamento, anchessa dotata di tecnologia mild-hybrid. Questo propulsore equipaggia la Q7 55 TFSI, sviluppa 340 CV, offre una coppia di 500 Nm, consente alla vettura di toccare i 250 allora (autolimitati) e di raggiungere i 100 km/h in meno di sei secondi. Infine, tutte le Q7 adesso possono adottare la stabilizzazione antirollio attiva. Si amplia, così, il numero di tecnologie, di serie a o richiesta, destinate a supportare il dinamismo della Suv di Ingolstadt in ogni condizione di marcia. […]

  • Skoda Scala – Presentata la G-Tec
    on 25 Giugno 2019 at 14:48

    La Skoda ha diffuso i dati definitivi della Scala G-TEC, la versione a metano della due volumi già disponibile sul mercato. Questa versione bifuel sarà effettivamente nelle concessionarie entro la fine dell’anno negli allestimenti Active, Ambition e Style, a prezzi ancora da definire. Grazie all’integrazione del powertrain e dei serbatoi nella piattaforma è ridotto anche il sacrificio per lo spazio interno, con il bagagliaio che offre comunque 339 litri di capacità con cinque posti disponibili. 90 CV con emissioni ridotte del 25%. Il propulsore scelto per questa applicazione è il 3 cilindri turbo 1.0 da 90 CV e 160 Nm Euro 6d-temp, ottimizzato per il funzionamento a metano e abbinato al cambio manuale sei marce. Grazie ai tre serbatoi di metano da 13,8 kg totali di capacità la Scala G-TEC può percorrere 410 km, mentre l’autonomia totale contando anche i nove litri di benzina a bordo è pari a 630 km. Si tratta di dati preliminari, mentre le prestazioni non sono ancora note: la casa stima comunque una riduzione del 25% delle emissioni rispetto alla versione benzina tradizionale.&nbs […]

  • Emissioni – Acea: calano le auto diesel, aumenta la CO2
    on 25 Giugno 2019 at 14:03

    L’Agenzia Europea per l’Ambiente ha pubblicato ieri alcuni dati che confermano le previsioni su un nuovo aumento delle emissioni di anidride carbonica prodotta dalle vetture di nuova immatricolazione nel 2018. In particolare le emissioni di CO2, con una crescita dell’1,6% rispetto al 2017, sono risultate in aumento per il secondo anno consecutivo.Pesa il crollo dei diesel. Nel commentare i dati dell’agenzia di Bruxelles, l’Acea, l’associazione europea dei costruttori automobilistici, sottolinea come il 2018 sia stato anche il secondo anno di fila in cui le le auto a benzina sono state le più vendute nel Vecchio Continente con una quota di mercato ormai stabilmente sopra la soglia del 50% (56,01%). L’anno scorso sono stati immatricolati 8,5 milioni di veicoli a benzina contro i 7,6 milioni del 2017, mentre le motorizzazioni a gasolio hanno perso 1,2 milioni di unità scendendo a 5,4 milioni. Il diverso mix delle alimentazioni ha quindi prodotto un aumento delle emissioni di anidride carbonica visto che, come fa presente l’Acea, i motori a benzina emettono più anidride carbonica rispetto ai diesel equivalenti. E l’aumento non è stato sufficientemente compensato dalla crescita delle elettriche o delle ibride, commercializzate in poco meno di 302 mila esemplari. “Per quanto si stia restringendo, il divario tra le emissioni medie di CO2 delle auto a benzina e diesel è ancora significativo, soprattutto perché lo scorso anno è stato venduto quasi un milione di nuove auto a benzina in più rispetto al 2017”, afferma il segretario generale dell’associazione Erik Jonnaert.I timori per le multe. L’Acea evidenzia quindi quanto i produttori automobilistici siano preoccupati dalla prospettiva di non raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica per il 2021 e di incorrere, di conseguenza, nelle previste sanzioni: 95 euro per ogni chilogrammo di CO2 superiore al target al 2021, moltiplicato per il numero delle auto vendute nel 2020 e nel 2021, al netto del 5% di veicoli a maggiori emissioni. Recentemente la società di ricerche e analisi Jato Dynamics ha elaborato una serie di stime sulle possibili multe in capo ai diversi produttori nel caso di mancato rispetto dei limiti: il settore nel suo complesso rischia sanzioni per 34 miliardi di euro con forti differenze tra i singoli gruppi. Nell’attuale scenario, il gruppo Volkswagen rischia di pagare 9,19 miliardi se non scende dai 121,2 g/km del 2018 ai 94,6 dei limiti specifici imposti. PSA, che deve passare da 114,2 a 91,1, potrebbe pagare 5,39 miliardi. La Renault rischia multe per 3,57 miliardi, la Bmw per 2,66 miliardi, il gruppo Hyundai-Kia per 2,88 miliardi, la Ford per 2,56, FCA per 3,24 miliardi, la Daimler per 3,01 miliardi, la Nissan per 1,14 miliardi, la Volvo per 0,77 milioni e la Toyota, grazie alla sua ampia offerta di ibride, per soli 0,55 milioni. Inoltre, sottolinea l’Acea, il mancato rispetto dei limiti rischia di porre il settore in una posizione di svantaggio rispetto ai nuovi target al 2025 e al 2030. Non basta la scossa elettrica. Ovviamente non è nell’interesse dei produttori non rispettare i limiti, e così si spiega la decisione di molte Case, a partire da quelle tedesche, di accelerare lo sviluppo di auto a emissioni zero. Il gruppo Volkswagen ha, per esempio, aumentato da 50 a 70 il numero delle elettriche da lanciare sul mercato e da 15 a 22 milioni gli esemplari da produrre nei prossimi anni. Di oggi è invece la conferma da parte della Bmw dell’intenzione di anticipare dal 2025 al 2023 l’obiettivo di introdurre sul mercato 25 modelli ibridi elettrici. Tuttavia, l’impegno del settore non sembra sufficiente visto che l’Acea continua da tempo a esortare i Paesi membri della Ue ad aumentare gli investimenti sulle reti, nelle stazioni per la ricarica dei veicoli a batteria e a varare programmi per incentivarne l’acquisto tra i consumatori. Non solo, l’Acea ribadisce anche l’invito a non demonizzare la tecnologia del diesel, soprattutto quella di ultima generazione. “Nel quadro della forte spinta per i veicoli a propulsione alternativa, non dovremmo cancellare l’ultima generazione di auto diesel, che non solo emettono meno CO2 delle loro controparti a benzina, ma hanno anche basse emissioni di particelle inquinanti”, sottolinea Jonnaert. &nbs […]

  • BMW Power BEV – Il prototipo elettrico arriva a 720 CV
    on 25 Giugno 2019 at 13:11

    A Monaco, durante l’evento #NextGen, la BMW ha presentato la Power BEV, un muletto sperimentale sul quale sono installati alcuni componenti chiave che vedremo sui modelli elettrificati del prossimo futuro.720 CV con tre motori di quinta generazione. Le sembianze sono quelle di una BMW Serie 5 berlina ma a bordo sono installati tre propulsori elettrici di quinta generazione capaci di erogare in totale 720 CV. La tipologia di motore utilizzata è analoga a quella che troveremo sulla versione di serie della iX3, attesa sul mercato nel 2020.Il torque vectoring elettrico per conservare il piacere di guida. Due motori lavorano in maniera indipendente sull’asse posteriore con il sistema denominato e-torque vectoring, mentre il terzo invia coppia alle ruote anteriori, offrendo quindi la possibilità di ottenere un comportamento dinamico all’altezza della tradizione della Casa di Monaco. La guida in curva è stata infatti considerata importante tanto quanto le prestazioni pure: la vettura è comunque capace di bruciare lo 0-100 in meno di tre secondi. La BMW non ha fornito indicazioni sulla tipologia e sulla capacità delle batterie installate sul prototipo, né sulla coppia totale erogata dal powertrain. &nbs […]

  • Formula 1 – Paddy Lowe lascia ufficialmente la Williams
    on 25 Giugno 2019 at 10:59

    Adesso è ufficiale: Paddy Lowe, direttore tecnico della Williams, ha lasciato il suo ruolo in squadra ed esce anche dal consiglio di amministrazione dellazienda, in cui era entrato nel 2017. Dopo aver preso un congedo per motivi personali, lo scorso 5 marzo, è rimasto lontano dalla scene fino a oggi, confermando però che non rientrerà nel team.Una stagione tormentata. Il periodo nero della storica squadra inglese sembra essere ancora nel pieno del suo corso. Le sue monoposto sono le più lente del lotto e i suoi piloti George Russell e Robert Kubica sono praticamente costretti a recitare il ruolo di semplici comparse. Lowe ha deciso di non rientrare in squadra e lo ha annunciato stamattina tramite un comunicato stampa diffuso proprio dal team, in cui si legge: Dopo un periodo di riflessione, ho deciso di non tornare a lavorare alla Williams. Auguro tutto il meglio ai miei colleghi e ringrazio i fan della squadra per il loro prezioso supporto. Laconico anche il commento della team principal, Claire Williams: Capiamo e rispettiamo la decisione di Paddy e gli auguro il meglio per il suo futuro. […]

  • Fuel cell – Come funzionano le auto a idrogeno
    on 25 Giugno 2019 at 10:00

    Delle auto a idrogeno si sente parlare ormai da anni e vengono descritte come una delle possibili risposte alle esigenze di mobilità ecosostenibile. Gli ostacoli alla diffusione di questo tipo di vetture, però, sono diversi. Ma prima di entrare nel merito, occorre fare unimportante precisazione. Non tutte le auto a idrogeno sono uguali: dietro questa definizione si possono infatti nascondere mezzi che sfruttano due tecnologie molto diverse tra loro.Doppia alimentazione Da una parte ci sono veicoli dotati di motori a combustione interna, che usano lidrogeno come combustibile. Questa strada era stata tentata in passato in particolare dalla BMW, che ha realizzato vari prototipi e anche un modello costruito in 100 esemplari tra il 2006 e il 2008, la Hydrogen 7. Questa versione speciale della 760 Li, dotata di un V12 di sei litri di cilindrata, poteva viaggiare indifferentemente a benzina o a idrogeno. Questultimo era mantenuto allo stato liquido a bassissima temperatura (-253 gradi centigradi) in un apposito serbatoio, prima di essere iniettato nei collettori di aspirazione e bruciato un po come accade con il metano in una comune auto a gas. Il basso rendimento e il costo elevato di questa soluzione ha tuttavia portato la Casa tedesca a sospendere la sperimentazione.Celle a combustibile. Dallaltra parte ci sono invece le vetture a fuel cell, ovvero dotate di celle a combustibile. Si tratta di un dispositivo ideato nell800, ma impiegato per la prima volta nel 1962 sulle capsule spaziali della Nasa. In esso lidrogeno, stoccato allo stato gassoso a ben 700 bar in robusti serbatoi di materiale composito, viene fatto reagire nelle celle con lossigeno dellaria per generare energia elettrica, che è poi utilizzata per alimentare un motore elettrico. Una batteria di piccola taglia (tipo quella utilizzata sulle auto ibride) copre i picchi di richiesta di potenza, per ovviare al ritardo con cui la fuel cell genera corrente. inoltre, laccumulatore consente di sfruttare la frenata rigenerativa, migliorando il rendimento complessivo della vettura. Gli unici prodotti di scarto della cella a combustibile sono calore e vapore acqueo. Questa è la tecnologia più promettente, verso cui si sono concentrate le ricerche delle Case. Dopo vari prototipi costruiti negli anni (il primo fu un furgone, il GM Electrovan del 1966) oggi sono disponibili alcuni modelli prodotti in piccola serie, come la Honda Clarity, la Toyota Mirai e la Hyundai Nexo.Più unico che raro. Tutte e tre si guidano come normali vetture elettriche ma rispetto a queste ultime presentano due vantaggi importanti: hanno infatti unautonomia sensibilmente superiore (attorno ai 600 km) e si ricaricano molto più rapidamente. Il pieno di idrogeno, infatti, richiede meno di cinque minuti. Tutto bene quindi? No, perché la rete di distribuzione dellidrogeno è tutta da costruire: in Italia cè solo un distributore alle porte di Bolzano, e un secondo sarà costruito dallEni a San Donato Milanese (MI). Il che rende lauto a celle a combustibile una presenza del tutto virtuale sulle nostre strade (e non solo). Comunque, entro il 2025 sono previste nel nostro Paese fino a 100 stazioni di servizio per lidrogeno, di cui 65 aperte al pubblico (le altre sono per aziende di trasporti, come lAtm di Milano che da tempo usa bus a idrogeno su una linea urbana). Come sempre, tali previsioni sono da confermare, visto che è il solito problema delluovo e della gallina: non ci sono distributori perché non ci sono vetture in circolazione e viceversa.Serve un colpo di genio. I problemi legati allimpiego dellidrogeno vengono però ancora da più lontano. Se questo elemento è infatti il più diffuso nelluniverso, è altresì vero che non esiste in natura allo stato puro e che ricavarlo richiede un dispendio di energia. Lidrogeno, infatti, non è una fonte di energia, ma un vettore energetico e la sua produzione e utilizzo in genere non sono vantaggiosi né dal punto di vista dellefficienza energetica né da quello delle emissioni di CO2. A meno che per ricavare lidrogeno vengano utilizzate fonti rinnovabili discontinue (come lenergia solare o quella eolica) nei periodi in cui ve ne sia un surplus rispetto alla domanda, che verrebbe quindi sprecato. In tal modo lidrogeno si trasforma in una sorta di accumulatore di energia che può così essere sfruttata in un secondo momento e per gli impieghi più disparati. Solo così il bilancio delle emissioni climalteranti di CO2 di una vettura a celle a combustibile, considerando lintero ciclo di vita, è equiparabile a quello di unelettrica a batteria. Ma sono altre le ragioni che suggeriscono di intraprendere (anche) la strada dellidrogeno. Diversamente dalle batterie, le celle a combustibile non richiedono materiali speciali, se non il platino, già largamente utilizzato nei catalizzatori delle auto tradizionali (e da cui viene recuperato), e ciò fa sì che le auto a idrogeno siano unalternativa strategica per evitare di dipendere dalla disponibilità delle sostanze indispensabili alla produzione degli accumulatori al litio, oggi in gran parte in mano alla Cina. E così, in un prossimo futuro, si prevede che i veicoli dove ora è ideale il diesel (vetture grandi e pesanti, veicoli commerciali e camion utilizzati sui lunghi percorsi) saranno a celle a combustibile, mentre sulle auto più piccole, utilizzate in città, risulteranno più vantaggiose le batterie. […]

  • Audi – La nuova RS7 scende in pista al Nürburgring
    on 25 Giugno 2019 at 9:00

    La rinnovata Audi A7 si appresta ad arricchire la propria gamma con larrivo della variante ad alte prestazioni, la RS7 Sportback. La tempistica del debutto in società non è ancora stata resa nota. In compenso, i tecnici di Ingolstadt proseguono incessantemente il lavoro di sviluppo, come dimostrano le inedite foto spia odierne, che immortalano un prototipo durante una sessione di messa a punto tra i cordoli del Nürburgring.Dettagli sportivi. Sebbene le pellicole ricoprano ancora gran parte della carrozzeria, si può intravedere nitidamente lo stile caratteristico della RS7. Le modifiche apportate, rispetto al modello convenzionale, sono pensate per esaltare il carattere performante. I passaruota, per esempio, si allargano integrandosi perfettamente al design della carrozzeria. Al posteriore troviamo invece i classici terminali di scarico ovali dei modelli RS, che si abbineranno al nuovo paraurti con diffusore integrato. Un ulteriore elemento distintivo si cela dietro ai grandi cerchi di lega, ed è rappresentato da un impianto frenante carboceramico. In ultimo, la calandra più pronunciata dovrebbe sfoggiare prese d’aria differenti rispetto a quelle già proposte sulla versione S line.Dentro al cofano un V8 biturbo. Al momento non sono trapelate informazioni ufficiali inerenti la parte tecnica. Rimanendo nel campo delle supposizioni, è lecito aspettarsi limpiego di un V8 4.0 biturbo elettrificato, affiancato dalla trazione integrale. &nbs […]

  • BMW Vision M Next – Sportiva, connessa ed elettrificata
    on 25 Giugno 2019 at 8:30

    Sportiva, connessa ed elettrificata. Sono questi i temi principali dell’ultimo progetto di casa BMW, la Vision M Next svelata all’evento #NextGen di Monaco di Baviera. Partendo da esempi illustri della storia di Monaco, come la Concept Turbo, la M1 e la i8, il costruttore ha voluto creare una controparte sportiva della Vision iNext, spostando l’attenzione dal confort assoluto alla passione. La linea è aggressiva e tipicamente sportiva, con proporzioni tipiche delle biposto a motore centrale e il contrasto tra le tinte Silk-Matt Cast Silver e Thrilling Orange. Nel frontale il doppio rene è stato reinterpretato, mentre i gruppi ottici anteriori e posteriori portano al debutto la soluzione Laser Wire. L’interfaccia Boost Pod a tre livelli. Gli interni propongono sedili con materiali a memoria di forma e un’interfaccia uomo-macchina totalmente rivoluzionata: il Boost Pod include due schermi nel volante, uno schermo curvo sulla plancia e un head-up display con realtà aumentata sull’intero parabrezza. Questi tre livelli gestiscono le informazioni in maniera dinamica in base alla velocità e alle condizioni stradali, per dare al guidatore le corrette priorità. L’ambiente, inoltre è rifinito con titanio anodizzato e fibre sintetiche che creano un effetto simile alla pelle, con abbinamenti di colore tra Midnight Blue e Thrilling Orange e il bronzo del titanio. La vettura utilizza il riconoscimento facciale per sbloccare le portiere e impostare i settaggi preferiti dell’utente, inoltre sono presenti soluzioni curiose, come il portabicchieri dotato di giroscopio per annullare le forze g durante la guida sportiva. Ibrida plug-in da 600 CV. La Vision M Next adotta un powertrain plug-in hybrid con un motore elettrico per ogni asse e un quattro cilindri benzina che fornisce coppia alle ruote posteriori. La vettura, che può essere guidata come trazione posteriore o integrale, ha così a disposizione fino a 600 CV, tocca i 100 km/h da fermo in tre secondi e può raggiungere una velocità massima di 300 km/h. Le batterie consentono di percorrere fino a 100 km a emissioni zero, mentre la modalità di guida Boost+ è quella che fornisce le massime prestazioni.25 modelli elettrificati entro il 2023. La presentazione di questa concept coincide con una serie di importanti annunci relativi all’elettrificazione della gamma BMW e all’introduzione di nuove tecnologie di mobilità. La Casa tedesca punta a introdurre 25 modelli ibridi e elettrici sul mercato entro il 2023, con 24 mesi di anticipo rispetto alla strategia precedente, con l’obiettivo che le elettrificate raggiungano il 30% dei modelli venduti già nel 2025. La metà dei modelli previsti adotterà la propulsione totalmente elettrica e tra questi figurano l’ormai imminente Mini Electric, la iX3, la iNEXT e la i4. Nel 2020 sarà introdotta anche una nuova funzionalità dedicata ai modelli plug-in hybrid di serie: si tratta del BMW eDrive Zones, che attraverso i dati delle mappe aggiornate in tempo reale potrà riconoscere le aree verdi delle città e attivare automaticamente la propulsione elettrica.&nbs […]

  • Lightyear One – Debutta in Olanda una elettrica alimentata a energia solare
    on 25 Giugno 2019 at 8:00

    La startup olandese Lightyear ha presentato la One, il prototipo di una vettura elettrica alimentata a energia solare. Il progetto è nato dalla collaborazione di molti tecnici impegnati nello sviluppo dei prototipi della competizione Solar Challenge e l’obiettivo è quello di avviare le consegne nel 2021. I primi cento esemplari della Pioneer Edition sono già stati riservati e il prezzo di listino è stato fissato in Olanda a 149.000 euro, tasse incluse. Per i primi 1.000 esemplari in consegna sarà necessario versare un anticipo di 19.000 euro, che scenderà a 4.000 euro per le vetture prodotte in seguito. E’ già previsto infine un leasing a 1.879 euro al mese.  Fino a 800 km di autonomia. La vettura è frutto di 24 mesi di lavoro del team guidato dal Ceo Lex Hoefsloot e il dato più importante è quello dell’autonomia nel ciclo wltp, pari a 725 km. La casa entra nel dettaglio indicando una finestra compresa tra 500 e 800 km nella guida normale e di almeno 400 km nel periodo invernale. Per ottenere questo risultato con un veicolo a cinque posti è stata data massima importanza all’aerodinamica, disegnando una fastback cinque porte con la coda lunga e le ruote posteriori carenate. Ogni ruota è dotata di un motore elettrico, ma il focus non è sulle prestazioni: la vettura sarà comunque capace di toccare i 100 km/h in circa 10 secondi, ma la potenza massima non è stata ancora dichiarata.Fino a 20.000 km all’anno con l’energia solare. Le batterie di bordo sono molto più piccole rispetto alla concorrenza e consentono di recuperare fino a 400 km di autonomia in una notte da una normale presa casalinga da 230 V. Questo è possibile grazie ai 5 metri quadrati di pannelli solari installati sulla carrozzeria, che forniscono circa 12 km di autonomia all’ora: un risultato raggiunto per la loro particolare efficienza e in virtù del funzionamento indipendente di ogni elemento, tale da sfruttare ogni zona di luce sul veicolo. Secondo i dati ufficiali, la vettura può generare fino a 20.000 km di autonomia all’anno con la sola esposizione al sole, ma può essere caricata anche da colonnine veloci da 22 o 50 kW. I dati relativi alla capienza della batteria non sono stati ancora resi noti.&nbs […]

  • BMW Serie 3 – Le M Performance Parts arrivano anche sulla Touring
    on 25 Giugno 2019 at 7:45

    La BMW ha introdotto nella gamma degli accessori M Performance gli elementi dedicati alle nuove Serie 3 Touring, X1 restyling e Serie 8 Gran Coupé. Pur trattandosi di vetture molto diverse tra loro, l’obiettivo comune è quello di offrire ai clienti delle personalizzazioni di stampo sportivo, con la sicurezza della piena compatibilità con le parti originali. La Serie 3 Touring. La versione familiare della nuova Serie 3 con accessori M Performance è riconoscibile per le finiture esterne nero lucido o di fibra di carbonio, il diffusore e lo spoiler posteriore di nuovo disegno, i cerchi forgiati, l’impianto frenante maggiorato da 457 mm e le finiture interne di carbonio e Alcantara. Sulle versioni con cambio manuale è prevista una specifica leva di carbonio illuminata nella parte superiore, inoltre è disponibile anche la pedaliera d’acciaio.   Gli accessori per la Serie 8 Gran Coupé. Sulla Serie 8 Gran Coupé sono disponibili accessori analoghi a quelli già introdotti per le varianti coupé e Cabriolet. Troviamo quindi la griglia frontale e le calotte degli specchietti di fibra di carbonio, i cerchi di lega da 20″ con finiture bicolore, anche in una variante forgiata, l’impianto frenante con dischi forati e baffati anteriori da 483 mm con pinze a quattro pistoncini e le speciali finiture interne d’Alcantara e carbonio, abbinnabili anche al volante M Performance. La BMW X1. Anche la X1, appena sottoposta al restyling, può essere personalizzata con gli accessori M Performance. Oltre agli adesivi per le fiancate è possibile optare per i particolari esterni di carbonio, i cerchi da 20″ con finitura nero opaco, il volante M Performance e i tappetini personalizzati. Sulla X1 e su tutte le altre vetture è infine possibile installare dei proiettori Led che illuminano l’asfalto quando vengono aperte le portiere con un logo personalizzato.  &nbs […]

  • Nissan – Via libera alla nuova governance tra i malumori dei piccoli soci
    on 25 Giugno 2019 at 7:06

    L’assemblea degli azionisti della Nissan ha approvato la riforma del governo societario della Casa di Yokohama. L’esito della riunione era ormai dato per scontato visto il compromesso raggiunto negli scorsi giorni con l’azionista di maggioranza, la Renault, per concedere maggior rappresentanza ai francesi nei comitati interni al consiglio di amministrazione fulcro della nuova governance. Tuttavia l’assemblea non si è rivelata una passeggiata per i vertici aziendali, a partire dall’amministratore delegato Hiroto Saikawa e dal neo vice presidente Jean-Dominique Senard. I nuovi comitati. L’assemblea, la prima senza Carlos Ghosn, per venti anni plenipotenziario e architetto dell’Alleanza tra la Nissan e la Renault, ha innanzitutto varato una riforma della governance pensata con l’obiettivo di separare le funzioni di vigilanza da quelle esecutive, aumentare la trasparenza nei processi decisionali e quindi porre la basi per evitare quell’eccessiva concentrazione di potere di cui è stato accusato il manager di origini brasiliane. Le modifiche principali riguardano la creazione di tre comitati endoconsiliari (per le nomine, le remunerazioni e il controllo) e l’aumento del numero dei membri del consiglio di amministrazione da 8 a 11, di cui ben 7 indipendenti.Il compromesso con i francesi. Il via libera è arrivato per lo più grazie al supporto della Renault, azionista con il 43,4% del capitale. Il sostegno dei francesi è stato ottenuto, a sua volta, in seguito al compromesso raggiunto pochi giorni fa per evitare la loro astensione dal voto e quindi la mancanza del quorum dei due terzi del capitale necessario per l’approvazione. I vertici della Renault, per bocca del presidente Senard, avevano minacciato di boicottare la nuova governance se non avessero ottenuto una maggior rappresentanza in ogni nuovo comitato. La richiesta era di ottenere almeno due rappresentanti ma, alla fine, è stato raggiunto un compromesso che ha portato Senard nel comitato nomine e l’amministratore delegato Thierry Bolloré in quello per il controllo, mentre tra i consiglieri addetti alle remunerazioni è entrato solo l’indipendente Bernard Delmas. In tal modo i giapponesi sono riusciti a evitare quel possibile conflitto di interessi nella determinazione dei compensi che ha rappresentato una delle accuse più dure all’opera manageriale di Ghosn.Il nuovo presidente. Con la nuova governance  i vertici della Nissan hanno voluto esplicitamente ridurre l’influenza francese nel Cda e a dimostrarlo è stata la proposta di nominare quale nuovo presidente Yasushi Kimura, attuale consulente del gruppo energetico Jxtg. Tuttavia proprio Kimura e gli altri neo consiglieri indipendenti rappresentano per i francesi una garanzia o comunque un buon segnale per un altro fronte caldo. A Boulogne-Billancourt, sede della Renault, pensano, infatti, che un consiglio di amministrazione composto per la maggior parte da indipendenti possa essere più favorevole o comunque meglio predisposto a valutare i meriti strategici del progetto di fusione con FCA saltato non solo per l’eccessiva ingerenza della politica transalpina, ma anche per la riluttanza dei giapponesi a esprimere un sì convinto alle nozze. Un’assemblea turbolenta. Il pensiero dei francesi si deve però scontare con una componente giapponese sempre più sul piede di guerra come dimostrato dallo svolgimento della stessa assemblea. Da tempo i rapporti tra le due anime dell’Alleanza non sono dei più idilliaci e, con l’arresto di Ghosn, gli attriti sono sfociati in un clima di alta tensione, che i segnali di distensione degli ultimi giorni non sembra siano sufficienti ad alleviare. Durante l’assemblea, durata quasi tre ore e mezza con la partecipazione di 2.814 soci, numerosi azionisti hanno preso di mira Saikawa addossandogli tutte le colpe per l’attuale situazione finanziaria della Nissan: le vendite sono in costante calo in Europa e Stati Uniti e nello scorso esercizio fiscale l’utile operativo è risultato in contrazione per la prima volta negli ultimi dieci anni. Alcuni hanno perfino chiesto a Saikawa di rassegnare le dimissioni come suggerito anche da alcune società di consulenza direzionale nei giorni precedenti l’assemblea. Dal canto suo il manager giapponese si è limitato a garantire il suo impegno a lavorare con il nuovo comitato nomine per elaborare un piano di successione. Sulla graticola è finito anche Senard, accusato di agire solo nell’interesse della Renault e non di quello della Nissan. Alcuni azionisti, per sostenere tale tesi, hanno ricordato i progetti di fusione della Régie prima con la Casa giapponese e poi con la Fiat Chrysler Automobiles. Il manager francese, visibilmente innervosito secondo le cronache delle agenzie internazionali, ha rigettato le accuse affermando di aver tentato la strada di operazioni con chiari benefici per la Nissan e di aver agito “per il bene” della Casa di Yokohama. “Dal mio arrivo, ho fatto di tutto per placare le tensioni” dopo lo scandalo Ghosn, ha sottolineato lex numero uno della Michelin ricordando di aver “rinunciato al diritto” di presiedere la Nissan e sostenendo, sulla proposta della FCA, quanto sarebbe stata “eccezionale” sia per i giapponesi che per l’Alleanza. “Vi prego di credermi, non avevo alcuna intenzione di essere aggressivo. Mi scuso ancora una volta se voi provate del risentimento dei miei confronti”, ha concluso.I nuovi diktat di Saikawa. La questione delle fusioni rimane comunque una fonte di tensione. Saikawa, da diversi giorni, chiede una riduzione dell’influenza transalpina, magari tramite un taglio alla partecipazione della Francia nel capitale della Renault e della quota detenuta da quest’ultima nella stessa Nissan. Si tratta di una condizione posta in particolare per dare il via libera all’aggregazione con FCA ma esplicitamente rigettata dai francesi. A tal proposito il manager nipponico, a margine dell’assemblea, ha ribadito non solo la necessità di pensare prima a una riorganizzazione della Nissan ma anche di essere pronto a rivedere l’attuale sistema di partecipazioni incrociate nell’Alleanza se dovesse rendersi necessario. “Abbiamo rinviato le discussioni sul futuro dell’Alleanza, ma questo rinvio può portare a un indebolimento della cooperazione e influenzare le operazioni su base giornaliera”, ha affermato Saikawa. “Dobbiamo trovare un sistema che renda l’alleanza perenne: dobbiamo rivedere le partecipazioni incrociate? Forse sì, forse no, perché se il disequilibrio diventa un fattore di instabilità, allora la questione va messa sul tavolo”. Saikawa, oltre a mettere in chiaro come un qualsiasi progetto di fusione con la Renault non sarebbe “competitivo per la Nissan”, ha quindi assicurato il suo impegno a mantenere l’autonomia della Casa nipponica e lavorare con Senard su una futura struttura dell’Alleanza “più sostenibile”. Di questo potrebbero parlare anche il presidente della Francia, Emmanuel Macron, e il premier giapponese Shinzo Abe a margine del G20 di Osaka nel corso di un incontro già programmato proprio per risolvere gli attuali attriti nei rapporti tra francesi e giapponesi. […]

  • Sul numero di luglio – Sosta salatissima davanti agli ospedali
    on 25 Giugno 2019 at 6:15

    La tassa sul dolore è più che mai in vigore. Anzi, rispetto al 2012, anno della precedente indagine di Quattroruote sul tema, è diventata ancora più cospicua. Così, infatti, avevamo chiamato il caro-parcheggi nelle aree vicine agli ospedali delle grandi città italiane: a distanza di sette anni, siamo tornati a verificare il costo della sosta nelle zone limitrofe alle strutture sanitarie di Torino, Milano, Genova, Bologna, Roma e Napoli. Scoprendo che la situazione è anche peggiorata, soprattutto sulle strisce blu che dilagano nei centri cittadini senza risparmiare le parti dove la sosta delle auto è spesso una necessità irrinunciabile.Tariffe record. Così, a Milano, dalle parti del Policlinico si arrivano a sborsare 16,50 euro per lasciare la macchina ferma per quattro ore sulla strada, mentre a Roma, se ci si deve fermare 24 ore accanto al Santo Spirito, la spesa sale a 39,50 euro. Sono solo alcuni dei molti esempi possibili di una politica della mobilità che non guarda in faccia neppure ai bisogni degli utenti più deboli. Linchiesta completa è sul numero di Quattroruote di luglio. […]

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